Un anno e più di cronaca parrocchiale


Incontro in Auditorium sul Bullismo
Condivisione e collaborazione: questo è lo spirito del Natale
Intervista a don Luca
Concerto di Natale: il canto celebra la gioia per la nascita di Gesù
Sono arrivati i Magi
La Mostra dei Presepi
Il grande Dono dell’Accoglienza
Soave, il paese dei presepi
Tesseramento al Circolo NOI “Arcobaleno”
Le Colonie estive di Breonio
Celebrazione delle Cresime
Le Signore delle Torte
Le Quarantore
La Testimonianza di fra’ Paolo
fra’ Alessandro
Il 50° di mons. Italo Grella
Le sante 40 Ore: nell’Adorazione l’incontro con il Signore
La Festa del Perdono
La Domenica delle Palme
Il Triduo Pasquale
Catechesi Battesimale e gruppo “Primi Passi”
Worship a Maria
Pensiero sulle Prime Comunioni
Maggio, il mese Mariano
dal Vescovo Giuseppe
Parrocchia in Festa
RaDioLuce:testimonianze e musica nel segno di Gesù
Il Dono provvidenziale delle Unità Pastorali
ss. Pietro e Paolo, i nostri Patroni
Festeggiato il 55° di monsignor Gianpaolo Beltrame
Le sagre di Isola Rizza nel tempo
Le Unità Pastorali “Io sono la vite e voi siete i tralci”
Note sulla vita di don Luigi Castellani
Grest 2019: vi raccontiamo com’è andata!
ALE DONE DELA PESCA
Il Triduo della Addolorata
suor Maria Giacinta Bertolotto
La solennità della Beata Vergine Maria Addolorata
È iniziato l’anno Catechistico
Un giardino per i Nonni
SPOSI IN CAMMINO
Piccole Voci, grande Entusiasmo: nasce il Coro Ragazzi delle Medie
SPOSI IN FESTA
UN ANNO DOPO
IL CORO GIOVANI DI ISOLA RIZZA
L’INVERNO DEL CONTADINO NEL PASSATO
LA FIDAS DI ISOLA RIZZA
L’A.VE.S.CA. IN GITA-PELLEGRINAGGIO A COLLEVALENZA
IL GRUPPO DEI PRESEPI
“G. BONANOME” CENTRO INFANZIA
IL CONCERTO DI NATALE
PRESEPI PER LE VIE
L’EPIFANIA E L’ARRIVO DEI RE MAGI
I LAVORI DI MANUTENZIONE DELLE AULE DI CATECHISMO
PER CHI SUONA LA CAMPANA?
PARROCCHIA MULTIMEDIALE
ANIMAZIONE ALLA “LUIGI FERRARI”


Incontro in Auditorium sul Bullismo
3ª Domenica di Avvento – 16 Dicembre 2018
Il gruppo terza media e adolescenti durante il mese di novembre ha partecipato all’incontro aperto a tutti i più giovani sulla tematica del bullismo, proposto dal comune di Isola Rizza. La serata è stata organizzata in collaborazione con la Parrocchia e ha visto partecipi anche i gruppi adolescenti delle parrocchie dell’unità pastorale di Oppeano e Ca’ degli Oppi. L’affluenza è stata abbastanza numerosa e attiva.
In un primo momento l’accoglienza da parte delle dottoresse ha visto una introduzione sull’ argomento molto diffuso tra i giovani del bullismo e del cyberbullismo con relative spiegazioni. Poi si è entrati nel vivo dell’attività con domande, riflessioni e commenti da parte dei ragazzi. La professionalità e l’esperienza delle psicologhe ha fatto sì che i ragazzi si sentissero partecipi e coinvolti anche nella parte conclusiva dell’incontro, nella quale ognuno di loro doveva scrivere in un bigliettino anonimo una situazione che ha vissuto direttamente o visto indirettamente di bullismo e cyberbullismo. Trattare un tema così delicato è stato un punto di dialogo fondamentale per i ragazzi!
Non sono mancati i saluti e ringraziamenti da parte del Sindaco, degli assessori organizzatori e del nostro Parroco. Un grazie anche ad un paio di catechiste della commissione famiglia per l’organizzazione. La serata si è conclusa con un rinfresco in compagnia.
Ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo speriamo in una continua collaborazione, soprattutto quando si tratta di questioni di cui i nostri ragazzi hanno bisogno di parlare ed essere ascoltati!
Animatrici Gruppo ADO
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Condivisione e collaborazione: questo è lo spirito del Natale
4ª Domenica di Avvento – 23 Dicembre 2018
Anche nella nostra Parrocchia, come un po’ dappertutto, fervono i preparativi per il Natale e i vari gruppi si stanno organizzando per fare la propria parte per rendere speciale questa Festa. I ragazzi del catechismo continuano la ricerca di Dio nel periodo d’Avvento, i Cori stanno preparando i canti per le Messe del periodo natalizio, il gruppo Adolescenti ha vissuto il momento della Penitenziale Adolescenti-Giovani dell’Unità Pastorale, il Circolo Noi ha allestito e sta seguendo la mostra dei presepi e in Chiesa si stanno preparando il Presepe e tutte le decorazioni floreali per rendere ancora più partecipato questo Natale.
Le attività, insomma, sono molte, e in un periodo così ricco di impegni può capitare di trovarsi a condividere gli stessi spazi. Come coro giovani e corale nella stessa Chiesa, per la stessa missione, ma con canti differenti. Catechismo interrotto, o accompagnato, dall’allestimento dei presepi e da qualche schiamazzo di bambini. Queste situazioni possono diventare un momento di aiuto e supporto reciproco, altre volte, invece, possono creare momenti più complicati, ma allo stesso tempo possono trasformarsi in un’occasione per imparare a rispettare le esigenze altrui.
Queste situazioni, a volte più complicate, a volte più divertenti, ci insegnano che i momenti di condivisione e di collaborazione sono quelli che ci fanno riscoprire il vero spirito del Natale, che va al di là di un addobbo, di un regalo o di una canzone, ma che risiede nei nostri cuori e nella capacità di aprirli alla comprensione, al rispetto, al dialogo e all’aiuto del prossimo. Perché dobbiamo ricordarci che il regalo più bello che possiamo fare a qualcuno è il nostro tempo.
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Intervista a don Luca
santa Famiglia di Nazaret – 30 Dicembre 2018
Anche quest’anno per Natale abbiamo avuto la gioia di condividere del tempo con don Luca! Noi ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande e conoscerlo un po’ meglio!
don lucaCom’è il Natale in Polonia?
“Bellissimo! – ci risponde con un sorriso – È davvero molto sentito, soprattutto la notte della Vigilia! Si mangia tutti insieme con 12 piatti e quasi più di 100 canti natalizi da cantare, che tutti sanno a memoria! E poi si va tutti alla Santa Messa. Il 25 è sì celebrato, ma diciamo che è più sobrio. Da noi la notte passa San Nicola e non Babbo Natale e si aprono insieme i regali!”.
Come ti trovi qui ad Isola Rizza?
“Prima qui veniva il mio amico don Bartolomeo ed io andavo in una parrocchia in Lombardia. Poi, quando è tornato in Polonia, mi ha parlato di questa cittadina dove, mi disse, tutti sono molto simpatici e mi ha proposto di venire qui al suo posto! Così ho accettato. Una cosa che mi piace molto di Isola Rizza, e a cui non ero abituato, è il conoscersi tutti! L’aria di famiglia che si respira. La complicità! Ormai ho anche imparato un po’ di dialetto, anche se è difficile capire tutto!”
Come mai hai scelto di venire in Italia?
“Io ero parroco a Varsavia, ma un giorno un signore che frequentava la parrocchia e che apprezzava le mie omelie, mi ha proposto una borsa di studio per venire a studiare in Italia, così, grazie a questo benefattore, sono riuscito ad entrare in seminario a Roma!”
Ma don, come hai deciso di diventare parroco?
” A dire il vero non lo so!” – ci dice con tranquillità, e scoppia una risata spontanea -. “Davvero! – continua – La mia famiglia non è molto credente ed io non ho mai frequentato molto la Chiesa, però alla fine delle scuole elementari, da noi sono 8 anni, quindi a 13 anni, ho sentito la necessità di iniziare ad andare a messa e credo proprio sia stato lo Spirito Santo! Ha sfiorato il mio cuore ed io ci ho creduto e l’ho seguito!”
La versione estesa dell’intervista sul sito parrocchiale.
A cura della Commissione Comunicazione
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Concerto di Natale: il canto celebra la gioia per la nascita di Gesù
Epifania del Signore – 6 Gennaio 2019
La sera del 29 Dicembre scorso si è svolto nella nostra parrocchia il concerto di Natale, che ha visto la partecipazione di sei cori ad animare la serata. Hanno iniziato gli Spiriti Liberi Band, un gruppo di ragazzi disabili di Salizzole, seguiti poi dai cori parrocchiali di Roverchiaretta, Bonavigo e dal coro giovani di Isola Rizza. Hanno concluso la serata le corali di Bonavicina e quella di Isola Rizza per l’occasione assieme alla corale di Cerea. Dopo i saluti finali poi tutti i cori si sono raccolti sull’altare, unendo le voci in uno dei canti di Natale più noti e apprezzati: Tu scendi dalle Stelle.
Buona è stata la partecipazione della comunità, che ha potuto ascoltare alcuni tra i canti più celebri del repertorio di Natale. Attraverso le canzoni proposte, alcune più moderne, altre più legate alla tradizione, si è vissuto un piccolo viaggio nell’atmosfera natalizia e in quello che essa rappresenta: un periodo di grazia, speranza, pace e gioia, quella che Gesù ci ha portato con la sua nascita.
Terminato il concerto, un piccolo rinfresco ha contribuito a far continuare l’atmosfera festosa e a chiudere in bellezza una serata sicuramente impegnativa, per chi ha organizzato e per chi ha cantato, ma senza dubbio ricca di bellissime emozioni, quelle che la musica e il canto sanno sempre trasmettere.
A cura della Commissione Comunicazione
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Sono arrivati i Magi
Battesimo del Signore – 13 Gennaio 2019
Il 6 gennaio, al termine della S. Messa delle ore 16.00, dopo il bacio al Gesù bambino, vestiti d’oro sgargiante, accompagnati dalle note di Tu scendi dalle stelle,

sono arrivati i Re Magi. Melchiorre, con un velo di ironia, ci tiene compagnia fino all’accensione del tradizionale falò. Con le tante amicizie instaurate nel corso degli anni, al loro arrivo si sono fermati a chiacchierare e si sono informati delle novità ad Isola Rizza. Della nuova pista ciclopedonale che, a detta loro, guarda “oltre al futuro”, visto che porta al cimitero, così per arrivarci in modo sicuro. Dell’arrivo del nuovo parroco, dinamico, veloce e tecnologico, che farà molto bene a questa comunità. Mettendo però in evidenza la preoccupazione dei paesani sulla tenuta delle pagine del Vangelo, messe a dura prova durante le Omelie e le prediche domenicali per un continuo “spaginamento” a destra e sinistra. Sicuramente per trarre una maggior ispirazione, si augurano che le pagine possano resistere ancora per molto.

Infine un commento a livello nazionale, sulle elezioni con cui sono stati cambiati i governanti, anche se loro il cambiamento – ci dicono – lo avevano già notato, arrivando ai porti e non potendo passare. Così, dice Baldassare, sono stati costretti, ma anche su consiglio dell’astuto Gaspare, ad arrivare attraverso Porto di Legnago. I magi ci hanno lasciato con una bella riflessione sulla conversione, recitando una poesia del poeta Olliric:
Chi apprezza il fiore, disprezza l’ortica./ Ma chi ama il fiore, ama anche l’ortica./ Qualcuno disse: tagliamo le ortiche e avremo sol fiori./ Ma tagliando l’ortica tagliarono anche il fiore./ Qualcuno pregò: perdona Signore, ma ridacci quel fiore./ Là in mezzo al giardino c’era un orticone che con i suoi semi, di tanti suoi pari, si era circondato./ E il sempre ciarlone di colpo si tace, si muta e cangia colore./ Un fiore? Un fiore. Il re del giardino, un dono così è solo divino.
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La Mostra dei Presepi
2ª Domenica nell’anno – 20 Gennaio 2019
La creazione di un presepe non sta solo nel posizionare qualche statuina, bensì nella passione e nell’impegno, nella costanza e nella capacità di poter ricreare il sentimento che si prova al sentir dire: nasce Gesù. Il presepe è proprio questo: la rappresentazione della venuta al mondo di Gesù, attraverso la creazione dello scenario della grotta, con Maria e Giuseppe, il bue e l’asinello, i pastori e le pecore, gli angeli, e quanti parteciparono al grande evento. Il presepe ha origine medievali e come tutte le tradizioni viene rispettata e tramandata.
Anche ad Isola Rizza c’è una tradizione che da dodici anni a questa parte resiste, quella della “Mostra dei presepi”. La nostra rassegna occupa gli spazi parrocchiali per ospitare ogni tipo di presepe, creato con entusiasmo e amore da molti presepisti: dai più piccoli ai nonni della casa di riposo, dalle varie associazioni del paese ai gruppi parrocchiali, dalle famiglie ai singoli, e coinvolge anche presepisti dei paesi vicini.
Una tradizione è diventato anche il presepe esterno posizionato sotto l’olmo, ideato da don Angelo e realizzato a partire dal 2013 da alcuni genitori dei ragazzi cresimandi del catechismo e dalle loro catechiste. Iniziata la sua composizione, dalle prime e poche figure quali Gesù, Maria e San Giuseppe, ogni anno la classe dei cresimandi ha aggiunto vari personaggi fino al completamento del presepe. Ed ogni anno la classe dei cresimandi avrà la possibilità di allestirlo. Novità di quest’anno è stata, grazie a don Daniele, la partecipazione della “Mostra dei presepi di Isola Rizza” nell’”Itinerario alla scoperta dei presepi”, cammino interprovinciale che abbiamo condiviso con i presepisti di altri nove paesi.
Un grazie sincero va ai volontari che si sono avvicendati durante il periodo di apertura della mostra. Grazie anche alle famiglie che, con tanta allegria, hanno aperto le porte delle loro case per la foto dei “Presepi in famiglia”. Arrivederci al prossimo Natale!
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Il grande Dono dell’Accoglienza
3ª Domenica nell’anno – 27 Gennaio 2019
Anche quest’anno, come ormai succede da ben 26 anni, l’Associazione “Amici Senza Frontiere” ha organizzato l’accoglienza di un gruppo di bambini ucraini, che sono stati ospitati da alcune famiglie di Isola Rizza e di altri paesi nel veronese durante il periodo natalizio. Domenica 6 gennaio, la Santa Messa con l’arrivo dei Magi e il seguente falò, sono stati l’occasione per dar loro il saluto prima del ritorno in patria.
Questi bambini provengono da Chernobyl, località che tutti tristemente conosciamo per il disastro della centrale nucleare avvenuto nell’aprile del 1986, e molti di loro hanno alle spalle storie difficili: alcuni sono orfani, altri hanno vissuto esperienze di guerra e perfino i botti di Capodanno su di loro hanno un significato triste e doloroso invece che di gioia, perché li riportano a momenti da dimenticare. L’Associazione Amici Senza Frontiere in questi anni si è impegnata per far trascorrere a questi bambini, che sono stati oltre 3.000 in 26 anni, un periodo di pace e serenità nel nostro Paese, grazie all’accoglienza delle famiglie ospitanti. Aprire la porta delle proprie case non è facile, ma i sorrisi dei bambini e le guance rosse con cui ripartono, ripagano di tutte le fatiche. Quest’anno i bambini ospiti sono stati una trentina tra Isola Rizza e altri paesi della provincia, dove sono stati accolti con eventi e festeggiamenti molto apprezzati sia dai bimbi che dalle loro insegnanti e accompagnatrici Kateryna e Olena.
Grazie a tutte le famiglie di Isola Rizza che hanno ospitato i bambini, grazie a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione e che si sono dati da fare durante la loro permanenza. L’appuntamento per accoglierli nuovamente è a dicembre 2019, quando ancora una volta ci impegneremo per regalare loro un sorriso, perché il sorriso di un bambino è il dono più bello che si possa ricevere.
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Soave, il paese dei presepi
4ª Domenica nell’anno – 3 Febbraio 2019
Domenica 13 gennaio alcune famiglie della nostra parrocchia hanno trascorso insieme un pomeriggio tra le vie del centro storico e le salite al castello di Soave, visitando la tradizionale mostra dei presepi allestiti nelle varie Chiese, da quella di s. Giorgio fino a s. Rocco, passando per s.ta Maria dei Domenicani fino al Duomo di s. Lorenzo. Un bel pomeriggio vissuto in semplicità tra famiglie e nella condivisione dei splendidi ed originali presepi. Alcuni dei visitatori ci hanno lasciato dei pensieri su questo pomeriggio, Ve ne lasciamo qualche pezzo.
> «Per siglare questo pomeriggio userei due parole che ho ricavato ascoltando mia figlia mentre raccontava questa esperienza e sono “unione” e “scambio”».
> «Abbiamo avuto a disposizione una guida molto preparata. Grazie di cuore a chi si è impegnato per regalarci questi momenti».
> «..queste sono occasioni in cui si riscoprono soprattutto i luoghi vicini a noi. Compagnia ottima e impeccabile la guida».
> «È stato bello percorrere le strade del paese di Soave vedendo i bambini mano nella mano; un momento di condivisione con le altre famiglie molto coinvolgente.».
> «Chiara, la nostra guida volontaria, ha incantato noi adulti ma soprattutto i nostri bambini con i suoi racconti, per mantenere viva la tradizione del presepe nei nostri cuori e nelle nostre case.»
Un grazie va di cuore a chi ha organizzato la giornata, a don Daniele che l’ha conclusa celebrando la messa al Duomo. Speranzosi di ripetere questa bella esperienza anche l’anno prossimo!
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Tesseramento al Circolo NOI “Arcobaleno”
5ª Domenica nell’anno – 10 Febbraio 2019
Come ogni anno si è svolto il tradizionale pranzo del tesseramento presso il Circolo NOI: Domenica 27 gennaio, infatti, in molti si sono presentati per fare l’iscrizione o il rinnovo della tessera e si sono, poi, fermati per mangiare un buon piatto di risotto alla veneta e altri manicaretti preparati da volontari e collaboratori.
Il circolo NOI è una parte viva e importante della nostra comunità, un luogo d’incontro dove vengono organizzate attività culturali, sportive e di aggregazione. Una di queste è il GrEst (gruppo estivo che coinvolge i bambini delle elementari con attività ricreative) che coinvolge molti ragazzi e ragazze nell’animazione.
Tutto questo è possibile grazie alle persone che dedicano parte del loro tempo a mantenere vive queste attività, e impegnano così il proprio tempo in una forma di servizio per la comunità.
Le novità di quest’anno per il Circolo Noi consistono soprattutto nelle nomine come presidente di Alessandro Marchiotto e come consigliere di don Daniele Muraro, il nostro nuovo parroco, e nella comparsa della nuova “tessera virtuale”. Dal primo gennaio, infatti, per tutti i tesserati, la tessera plastificata è stata (o sarà) sostituita da una tessera virtuale che si può gestire e usare attraverso un’applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio telefono che si chiama : “NOI APP”. Questa nuova formula è stata adottata per poter avere sempre a portata di mano la tessera sul proprio telefono, evitando così di dimenticarla o smarrirla, e per ridurre l’impatto ambientale sia della produzione che dello smaltimento della tessera plastificata che spesso ci si dimentica o si smarrisce. È comunque possibile richiedere anche la tessera fisica, l’importante è che questa richiesta venga fatta al momento dell’iscrizione.
Grazie a tutti quelli che hanno dato una mano e si sono impegnati per la buona riuscita di questa iniziativa e grazie a tutti coloro che si sono tesserati e potranno, così, partecipare a tutte le attività previste!
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Le Colonie estive di Breonio
6ª Domenica nell’anno – 17 Febbraio 2019
Don Luigi Castagna entrò come parroco di Pescantina nel 1936 e vi rimase durante tutta la seconda Guerra mondiale. Fu lui che tra l’altro diede l’impulso definitivo alla realizzazione del Velodromo del paese, inaugurato nel 1952 da Gino Bartali.
Ancora prima però, chiuso definitivamente il campo reduci di Balconi nel 1947, don Luigi pensò di riutilizzarne le baracche. Riuscì ad acquisirle, superando ostacoli burocratici, e due anni dopo, nella messa domenicale del 22 maggio 1949, annunciò di aver acquistato a Breonio, 900 metri di altitudine, in comproprietà con le parrocchie di Pescantina, Isola Rizza e Cavalcaselle, un terreno per organizzare una colonia estiva per ragazzi. Le costruzioni di legno vennero rimontate, dotate di nuovi tetto e la colonia cominciò a funzionare.
In seguito vennero costruiti nuovi padiglioni in muratura. La colonia funzionava durante l’estate, con l’aiuto delle suore e la sorveglianza delle «signorine». Il turno più ambito era quello di luglio perché al ritorno in paese c’era già aria di sagra. Per molti ragazzi quel soggiorno fu la prima vera, indimenticabile, vacanza, anche per i bambini e ragazzi di Isola Rizza.
Era allora parroco a Isola Rizza don Marino Grigoli, arrivato nel 1937 e rimastovi fino al 1972. Le Colonie divennero un punto di riferimento per la gioventù, anche perché molti in paese si erano resi disponibile a collaborare.
Purtroppo verso la fine della sua permanenza in parrocchia, le Colonie di Breonio, come anche il Cinema-Teatro di via Fumanelli, altra sua realizzazione, furono vendute dallo stesso don Marino, ponendo così termine a quella felice esperienza.
da un articolo di Lino Cattabiani sull’Arena di Martedì 6 Giugno 2006
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Celebrazione delle Cresime
7ª Domenica nell’anno – 24 Febbraio 2019
Domenica scorsa 17 febbraio, presso la nostra parrocchia, 27 ragazzi hanno ricevuto il sacramento della Cresima. La giornata non è iniziata nel migliore dei modi, vista la fitta di nebbia che avvolgeva Isola Rizza. Ma, man mano che le ore passavano e l’emozione cresceva nel cuore dei ragazzi che si preparavano a questo grande momento, tutto si è dissolto, lasciando lo spazio ad un bellissimo sole che ha caratterizzato la giornata.
Per vivere al meglio questa giornata c’è stata una lunga preparazione, sia da parte delle Catechiste, con vari incontri alla Domus Pacis, sia dei ragazzi, che hanno partecipato al Catechismo, preparato le preghiere e hanno preso parte alla prova generale del martedì precedente.
La domenica mattina i 27 ragazzi si sono radunati in chiesa con le loro famiglie, dove è iniziata la preparazione alla celebrazione con la recita della la sequenza allo Spirito Santo. Pian piano la chiesa si è gremita con tutti i parenti e gli amici dei ragazzi e la celebrazione ha avuto inizio.
A presenziare la cerimonia è stato Monsignor Alessandro Bonetti, che dopo un’omelia molto sentita e partecipata, ha cresimato i nostri ragazzi. A fine Messa, inoltre, Monsignor Bonetti si è complimentato per la cura della celebrazione, a partire dai canti, da come si sono svolti i vari momenti della giornata, fino alla pulizia e alla precisione degli addobbi dell’altare e delle tovaglie, dove ha rivisto la precisione e la cura di don Angelo, trovandone il proseguo in don Daniele.
Una volta finita la celebrazione ci sono state le consuete foto di rito delle famiglie insieme a Monsignor Bonetti, un momento di festa a coronamento di una giornata importante per i nostri ragazzi, che hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo.
A loro va l’augurio di tutta la comunità affinché sappiano farne tesoro e fare in modo che li guidi nelle loro scelte, perché, come dice anche Papa Francesco: “Lo Spirito Santo ci insegna: è il Maestro interiore. Ci guida per il giusto cammino, attraverso le situazioni della vita. Lui ci insegna la strada, la via”.
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Le Signore delle Torte
8ª Domenica nell’anno – 3 Marzo 2019
Il 24 febbraio si è svolta nella nostra parrocchia la tradizionale vendita delle torte. Tradizionale sì, perché si svolge da più di 30 anni.
Ma da dove nasce? Noi siamo andati ad intervistare proprio loro, le “signore delle torte”. Ad accoglierci nei saloni parrocchiali ci sono Carla, Loretta, Emilia e Flavia. Il clima che si respira è bello, semplice, leggero e solare.
Ci sediamo, in un momento di calma, e Carla ci dice così: “In uno dei primi consigli pastorali di più di 30 anni fa, era presente una signora di Verona che ci aveva detto che nelle parrocchie di Verona il CAV (Centro Aiuto Vita) aveva dato il via ad un’iniziativa che consisteva nella vendita di torte, realizzate da volontari, il cui ricavato sarebbe stato, poi, devoluto interamente appunto all’associazione. L’idea mi è sembrata interessante, mentre altri erano più scettici, quasi riluttanti. Ma mi sono detta, perché no? A me si sono unite Loretta, Emilia e Flavia e da allora ce ne occupiamo sempre noi! Sembra strano, ma la comunità si è resa partecipe e disponibile in un modo che nemmeno pensavamo. Le torte arrivavano anche da paesi limitrofi, addirittura da Vago di Lavagno e da Verona! I primi anni facevamo la vendita all’esterno della Chiesa, al freddo, ma col passare del tempo abbiamo deciso con don Daniele di venderle all’interno della Chiesa!”
C’è stata qualche volta in cui sono state poche torte e avete pensato di non replicare l’anno successivo?
“No, mai! Anzi, qualche volta pensavamo di non riuscire a venderle tutte! Fortunatamente qui ad Isola Rizza abbiamo delle persone dal cuore grande, molti fanno solo la donazione e non portano a casa nulla! E chi dona le torte? Non viene ricompensato in alcun modo, ma questo non fa venir meno le adesioni”
Quindi siete sempre voi che vi occupate delle proposte del CAV e della vendita delle torte?
“Siamo felici di farlo e spero lo faremo ancora a lungo, ma col passare degli anni una mano sarebbe sempre gradita! Nuove leve, fatevi avanti!”…
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Le Quarantore
1ª Domenica di Quaresima – 10 Marzo 2019
Mercoledì 6 scorso marzo, giorno delle ceneri, è stato celebrato il rito liturgico che caratterizza il primo giorno di Quaresima. Il celebrante ha cosparso con un pizzico di cenere benedetta, ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle palme dell’anno prima, il capo o la fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale.
In questo periodo ad Isola Rizza si celebrano le Quarantore, momento di esposizione e adorazione del Santissimo Sacramento. Un periodo, questo, davvero sentito e partecipato dalla nostra comunità, in parte dovuto alla bellezza degli addobbi che vengono utilizzati.
In quest’occasione la nostra chiesa viene preparata con un allestimento di fine ‘800, realizzato in legno laccato e ferro, tramandato negli anni, formato da nuvole che rappresentano il cielo, che si muovono ed aprono per dar spazio a due angeli che sorreggono l’ostensorio.
Questo scenario viene interamente movimentato a mano, e più di cinquant’anni fa l’allestimento era più sfarzoso, vi erano infatti festoni che ricoprivano tutta la lunghezza della chiesa e per preparare il tutto serviva circa una settimana.
Nel corso degli anni sono stati tolti i festoni, mantenendo lo sfondo rosso caratteristico, anche se sono sempre le braccia di qualche collaboratore a movimentare il tutto e per prepararlo servono circa 3 / 4 ore di lavoro da parte di volontari del paese.
Una volta i candelieri contenevano vere candele di cera ed erano molti di più di quelli che sono oggi; qualche anno fa sono stati sostituiti da candele ad olio, ad oggi se ne contano oltre 90, offerte dalle famiglie della parrocchia; i nomi degli offerenti si trovano negli archivi parrocchiali.
Negli anni molti hanno dato il loro tempo e le loro capacità per poter allestire al meglio la nostra Chiesa e a tutti loro va il ringraziamento per il lavoro svolto.
Visto tutto l’impegno per preparare al meglio questo periodo, invitiamo tutti a partecipare a questi momenti di Adorazione.
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La Testimonianza di fra’ Paolo
2ª Domenica di Quaresima – 17 Marzo 2019
Venerdì 8 marzo si è dato inizio al tempo di Quaresima con un incontro che ci ha fatto riflette, allargare il cuore e fare qualche buon proposito.
A questo incontro hanno partecipato una quarantina di genitori dei ragazzi del catechismo e con loro un bel gruppo di bambini ha potuto passare una serata insieme, seguito da volonterose animatrici.
Ha portato la sua testimonianza fra’ Paolo. Di origini bergamasche, fra’ Paolo missionario da oltre vent’anni tra Etiopia e Camerun, ed è dovuto rientrato in Italia a causa della guerra.
Ci ha raccontato della sua scelta di diventare frate, della fase di “insoddisfazione” giovanile che ha attraversato da adolescente e della conversione a Dio: “andavo in Chiesa di nascosto per non farmi vedere dagli amici” ci ha confidato. Infine, la sua scelta di partire per la missione: seppur nella povertà di mezzi, qui ha trovato la gioia e la ricchezza nell’incontro con le persone che l’hanno accolto con calore, nonostante fosse l’unico “bianco”.
Una delle sue esperienze, che ha toccato molti dei presenti, è stata quella nelle carceri etiopi, dove la tortura è purtroppo ancora consentita e la legge tratta allo stesso modo un ladro di polli e un assassino, un bambino e un adulto. Fra Paolo ci ha poi raccontato il suo incontro con i bambini soldato, resi cattivi dalla droga e dal lavaggio del cervello che gli adulti li costringono a subire: anche in questi bambini è possibile far riemergere il buono, piano piano, con molta costanza e soprattutto tanta fede.
È emerso il desiderio di incontrarsi con gli altri in modo autentico, di spegnere le connessioni virtuali che oltre ad occuparci tanto tempo, non ci fanno vedere veramente chi abbiamo accanto, privandoci di un dialogo vero, di accettarci per come siamo, di una conversione sincera, di un primo passo per quel “ama gli altri come te stesso”; qualcuno così azzarda di iniziare qualche buon proposito per la Quaresima, i così detti “fioretti”, come per esempio: “Fai un invito a cena, con meno wi-fi e più sorrisi”.
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fra’ Alessandro
3ª Domenica di Quaresima – 24 Marzo 2019
Anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di vivere i giorni delle Quarantore insieme a Fra Alessandro, che, grazie alle sue omelie e alla sua predicazione, ci ha aiutato a riflettere e ad entrare più in profondità in questo periodo di Quaresima. Noi abbiamo scambiato qualche parola con lui.
“Mi chiamo fra Alessandro e sono originario di Mozzecane, sono entrato in convento nel 1995, quando avevo 21 anni, ma sono diventato ufficialmente fra Alessandro l’anno successivo. Non c’è una vera spiegazione per cui io abbia scelto la vita di frate e non quella di sacerdote, sicuramente è una scelta a cui mi ha condotto il Signore.
La vita di frate è una missione di evangelizzazione più itinerante, senza una “fissa” dimora.
Io al momento mi trovo a Monteveglio, in provincia di Bologna. La giornata di un frate è scandita da cinque momenti di preghiera, con le lodi e i salmi nei vari momenti della giornata, il rosario e la messa. Oltre a questo, siamo spesso chiamati a fare visita agli ammalati, a confessare o ad accompagnare spiritualmente chi ne ha bisogno e poi veniamo mandati in “missione” in altre comunità per diffondere la Parola del Signore.
Vi chiederete se non ci stanchiamo a pregare tutti i giorni così tanto. No, stanchezza non è il termine giusto, io direi piuttosto che a volte è dura pregare, ma lo è per noi come lo è per chiunque altro. D’altro canto, però, se io pregassi e non sentissi questa “difficoltà” non sarebbe una preghiera autentica, perché la preghiera è fatta di dubbi e di dialoghi con Dio, e solo i momenti di preghiera ti fanno trovare la pace.
Sono qui ad Isola Rizza per il terzo anno consecutivo, ma ero già venuto prima con don Angelo e prima ancora con don Daniele, ed ogni volta mi commuovo per l’accoglienza, la familiarità e l’amicizia che si è creata. Questa è una grazia del signore.
Per questa Quaresima vi lascio una riflessione che parte dalla mia ultima omelia: se provate a contare le stelle non potrete mai esattamente sapere quante sono, così dovrebbe essere la vostra fede in Dio, infinta come un cielo stellato. Non lasciate mai spegnere la fede e la speranza che è in voi.
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Il 50° di mons. Italo Grella
4ª Domenica di Quaresima – 31 Marzo 2019
Domenica 17 marzo, nella Messa in cui si è celebrata la chiusura delle 40 Ore, abbiamo festeggiato anche il 50° anniversario dell’ordinazione di Monsignor Italo Grella e abbiamo scambiato qualche parola con lui: “E’ indescrivibile la gioia che provo ad essere tornato qui ad Isola Rizza – ci ha detto – sono nato in via San Fermo, e ho ancora molte conoscenze, ricordi e affetti qui in paese. Un pezzo del mio cuore resterà sempre qui”
Dopo aver ricevuto la “chiamata” del Signore a trent’anni, Monsignor Italo è entrato in Seminario e il 30 giugno del 1968 è stato ordinato sacerdote nella chiesa di Isola Rizza: “Cinquant’anni sono trascorsi da quella domenica, avevo 36 anni, e da quarantaquattro anni ormai faccio il parroco, prima qui in paese e poi in altre parrocchie” ha ricordato.
Durante l’omelia, inoltre, Monsignor Italo ci ha lasciato una bella riflessione, su quanto la presenza di Gesù Cristo sia importante e nelle nostre vite, e ci ha invitato ad unirci con lui in preghiera affinché Gesù resti sempre con noi: “Oggi, noi qui in preghiera ci uniamo ai discepoli di Emmaus e con loro vogliamo ripetere la mirabile e stupenda preghiera che fecero al Signore Gesù di rimanere con loro: ‘Resta con noi Signore, perché si fa sera’. Noi ti preghiamo Gesù, resta nelle nostre famiglie perché mai andiamo a perdere il patrimonio di fede cristiana tramandato dai nostri genitori e nonni. Resta con noi, resta con i giovani perché sperimentino il favore del tuo divino amore, resta nei nostri cuori Signore Gesù perché senza la tua luce siamo destinati a conoscere l’oscurità della sera, della notte e del peccato”
Monsignor Italo ci ha lasciato, infine, con un invito a portare Gesù sempre con noi, perché solo così non saremo mai soli: “Ascoltiamo Gesù Cristo, preghiamo Gesù Cristo, amiamo Gesù Cristo, testimoniamo Gesù Cristo e se lo faremo lui resterà sempre nelle nostre case, nel nostro cuore e nelle nostre comunità”.
Grazie Monsignor Italo per la tua importante testimonianza, per la tua fede e per aver festeggiato con noi questo traguardo importante. Come Isola Rizza sarà sempre nel tuo cuore, anche tu sarai sempre nei nostri.
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Le sante 40 Ore: nell’Adorazione l’incontro con il Signore
5ª Domenica di Quaresima – 7 Aprile 2019
Le Sante Quarantore sono un tempo prezioso per la nostra comunità parrocchiale, un tempo da dedicare al Signore, un tempo di connessione con Colui che può tutto, un tempo di grazia per chi sceglie di passare qualche ora in adorazione di Gesù Eucaristia. Non è assolutamente una forma religiosa passata, anzi! La nostra parrocchia propone questi particolari giorni già da molto tempo, ed essendo giornate molto sentite si è deciso di organizzarle al meglio a livello di evangelizzazione. Questo evento, che cade il giovedì della settimana dopo Le Ceneri, inizia con la celebrazione solenne serale, nella quale si invitano i parroci dell’unità pastorale con la propria equipe. Il venerdì sera, dopo la celebrazione Eucaristica, si tiene l’adorazione Eucaristica cantata, la Worship, un momento molto atteso e partecipato, soprattutto da adolescenti e giovani. Non mancano di certo gli adulti, entusiasti di questo nuovo modo di evangelizzare.
Il sabato mattina è dedicato ai bambini con “Buongiorno Gesù”: attraverso video e canti per i più giovani, Gesù Eucaristia è adorato dai puri di cuore nella massima semplicità. Un altro momento partecipato, in alcune persone si prendono l’impegno concreto di offrire un’ora al Signore, è l’adorazione continuata che va dalle 9 alle 18, sempre il sabato, con turni di un’ora. In questo tempo il Signore ci chiede di non parlare, di ascoltarlo; è un atteggiamento di disponibilità interiore, è un’arte difficile, è fare silenzio dentro di noi e lasciarci guardare da Gesù Eucaristia senza aver fretta, è ritagliarci del tempo per la preghiera personale, almeno una volta l’anno. Le Sante Quarantore si sono concluse la domenica pomeriggio in un modo ancor più festoso, perché mons. Italo Grella, originario di Isola Rizza, ha festeggiato con noi i 50 anni di sacerdozio.
Ripensando a questi giorni, credo che l’immediato pensiero sia quello di ringraziare il Signore per ogni momento vissuto davanti a Lui, per ogni relazione intrecciata nel Suo nome, per i momenti di fragilità umana in cui Lui ci ha donato la forza di non arrenderci! N. G.
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La Festa del Perdono
Domenica delle Palme – 14 Aprile 2019
Non è facile spiegare ad un bambino cos’è il peccato e cos’è la Riconciliazione. Spesso anche noi adulti non ci soffermiamo su cosa significhi veramente sprecare i doni che Dio ci ha dato, e non ci accorgiamo di quanto sia grande la misericordia di Dio che ci perdona sempre e ci accoglie nel suo “abbraccio d’amore”.
Domenica 7 Aprile abbiamo avuto l’opportunità di vivere con i nostri bambini di terza elementare la loro Prima Confessione. Li abbiamo accompagnati, come nel giorno del loro Battesimo, davanti al sacerdote che, come Dio Padre, li ha accolti a braccia aperte per offrire loro perdono e pace. La celebrazione è stata vissuta con emozione, entusiasmo e gioia sia dai bambini che dai genitori.
I bambini, arrivati in chiesa, hanno trovato cinque pacchi dono che simboleggiavano la famiglia, l’amicizia, la scuola, la natura e i beni materiali, che in precedenza loro stessi avevano rovinato. Dopo aver letto il brano del Vangelo del Figliol Prodigo, ogni bambino poi ha portato con se un “cestino dei doni sprecati” che ha gettato in un bidone. Dopo aver ricevuto l’assoluzione ognuno di loro si è recato davanti ad una veste grigia, come la tristezza del cuore quando ci allontaniamo da Gesù, e ha tolto un tassello dei doni sprecati, così la veste è diventata bianca in segno di rinascita a vita nuova; hanno poi offerto a Gesù i loro “pacchettini dei doni che hanno saputo vivere con gioia”.
Al termine della celebrazione sono riapparsi cinque nuovi pacchi ben confezionati e coloratissimi. I bambini hanno capito che quelli erano i doni “ridonati” da Dio Padre, dopo aver ricevuto il suo perdono e il suo abbraccio.
Infine, tutti emozionati, hanno concluso intonando un bellissimo canto aiutati dal coro che ha accompagnato tutta la celebrazione, rendendo ancora più gioiosa questa giornata, conclusa poi con una grande festa.
A fine giornata, ripensando a quello che abbiamo vissuta, l’unica parola che mi è venuta in mente è stata “grazie”, perché spesso diamo per scontate proprio le cose che meritano la nostra gratitudine e le giornate come questa te lo fanno ricordare. Lara
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La Domenica delle Palme
Pasqua di Resurrezione – 21 Aprile 2019
Il 13 aprile scorso, Domenica delle Palme, abbiamo avuto il piacere di avere con noi il Vescovo Zenti, che ha presieduto la benedizione dei rami d’ulivo e la seguente Messa delle 10.30.
Al momento del Padre Nostro, il Vescovo ci ha invitato a “fare la volontà del Padre che è nel cielo”, proprio come Gesù nelle Sue ultime ore di vita, prima della Crocifissione. La volontà di Dio, ci ha detto, è quella di imparare ad affrontare i momenti più difficili delle nostre vite, affidandoci a Lui e alla fede.
A fine celebrazione, dopo il saluto di Don Daniele, che lo ha ringraziato per la sua presenza a distanza di due mesi dalle Cresime, il Vescovo ha espresso la sua gioia per essere stato con noi e ha invitato i ragazzi cresimati e le loro famiglie per un saluto e una foto di gruppo.
La stessa Domenica 13 è stato con noi anche mons. Campostrini, che ha celebrato la Messa alla Casa Di Riposo, Fondazione Luigi Ferrari. Abbiamo avuto il piacere di parlare un po’ con lui.
Cosa significa essere il Vicario Generale?
“Vuol dire essere a fianco del Vescovo per collaborare con lui, per accompagnare il cammino della Diocesi, affrontare le decisioni, verificare lo svolgimento delle varie situazioni e affrontare eventuali difficoltà”.
Da dove nascono le parole delle sue omelie?
“Il cammino personale influisce sempre, quello che io avverto importante nella mia vita cerco di farlo scaturire nelle mie parole. È un qualcosa che nasce dalla mia vita spirituale, dal mio essere prete”
Che augurio sente di farci per questa Settimana Santa?
“E’ una settimana intensa per la fede, che ci fa ripercorrere i grandi passaggi della vita di Gesù, e noi chiediamo al Signore che ci aiuti a seguirlo più intensamente, perché questa settimana non sia soltanto un insieme di riti, ma un modo per entrare più intimamente nel suo amore, per diventare anche noi capaci di trasmetterlo, viverlo e testimoniarlo con la nostra vita”
A conclusione di questa giornata ci sentiamo di rendere grazie a Dio per i bei momenti a cui abbiamo partecipato come comunità e ringraziamo il Vescovo Zenti e mons. Campostrini per essere stati con noi.
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Il Triduo Pasquale
Ottava di Pasqua – 28 Aprile 2019
Con la celebrazione delle s. Messe presiedute una in Casa di Riposo da mons. Campostrini e la principale nella chiesa parrocchiale dal nostro vescovo mons. Giuseppe Zenti, la Domenica delle Palme ha dato inizio alla Settimana Santa e ci ha introdotti al Triduo Pasquale, ossia ai tre giorni nei quali si commemora la Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
Il Giovedì Santo, nella celebrazione in “Coena Domini”, abbiamo rivissuto l’Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli. Durante la s. Messa delle 20,30 don Daniele ha presentato alla comunità i ragazzi che il 12 Maggio riceveranno la Prima Comunione, ripetendo il gesto del Signore di lavare i piedi ai discepoli.
Il Venerdì Santo dopo le lodi mattutine, con la Via Crucis del pomeriggio abbiamo ripercorso il cammino fatto dal Signore fino alla sua crocifissione. Alla sera, invece, abbiamo ascoltato la lettura per esteso della Passione.
Nelle mattine e pomeriggi del Triduo è stato presente come confessore, don Gabriele Battistin, superiore nel Seminario Diocesano e Avvocato presso il Tribunale Ecclesiastico.
Il Sabato sera è il momento della veglia madre di tutte le veglie: il Signore è “passato” alla vita vincendo la grande nemica dell’uomo, la morte. In questa Messa dopo la Liturgia della Luce, con l’accensione del Cero Pasquale e l’annuncio delle Resurrezione (Preconio), la Liturgia continua con le letture dell’Antico Testamento (quest’anno ne abbiamo lette cinque)
Arriva poi il momento della benedizione dell’acqua con il rinnovo delle promesse battesimali. Il giorno dopo, Pasqua è stato in parrocchia un giorno sereno e felice. Perciò vogliamo ringraziare Dio per avere avuto un dono così grande da vivere in tutta la Settimana santa e in particolare nel Triduo.
Però la mattina del 21 ci siamo svegliati con le terribili notizie degli attentati terroristici in Sri Lanka. Con senso di profonda tristezza e dolore, vogliamo unire i nostri pensieri e le nostre preghiere a quelle di Papa Francesco, che nel suo messaggio alla recita del “Regina Coeli” aveva detto: “Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”.
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Catechesi Battesimale e gruppo “Primi Passi”
3ª Domenica di Pasqua – 5 Maggio 2019
Domenica scorsa, durante la Messa delle 10.30, sono stati battezzati e accolti nella nostra comunità parrocchiale due bambini. In occasione di questo momento di gioia, vogliamo raccontarvi di un insieme di persone della nostra Parrocchia che da qualche anno si occupa della preparazione al battesimo e dell’accompagnamento dei genitori nei primi anni dei loro figli, il gruppo “Primi Passi”.
Com’è nato il gruppo Primi Passi?
Il 3 febbraio 2013 durante la celebrazione della 35ª Giornata della vita, con mandato del parroco, alcune coppie di sposi iniziano il servizio alla catechesi battesimale impegnandosi ad accompagnare con un percorso i genitori che chiedono il battesimo per il loro figli.
Come si svolge la preparazione al battesimo e come seguite, dopo di esso, le famiglie?
Il servizio si articola in due incontri presso la famiglia che chiede il battesimo ed un incontro in parrocchia con il parroco la domenica precedente il battesimo con le coppie di genitori e i padrini. Durante questo cammino abbiamo pensato di accompagnare le coppie di genitori anche dopo il Battesimo, con il laboratorio “Primi Passi”, incontri per riappropriarci con gioia del nostro compito di primi educatori alla fede dei nostri figli; il primo ha avuto luogo domenica 1° maggio 2016.
Come vi preparate per gli incontri con i genitori?
Ci prepariamo seguendo il programma proposto dall’Ufficio Catechistico Diocesano, seguiti in particolare da suor Mariarosa Bragantini e Cecilia Brentegani. Il nostro servizio consiste nell’accompagnare queste famiglie dal momento del battesimo dei loro figli fino al momento del catechismo (da 0 a 6 anni). Nonostante le diverse situazioni, troviamo sempre famiglie disposte ad accoglierci ed a confrontarsi. In questi anni abbiamo avuto modo di conoscere diverse famiglie e con alcune di loro approfondire questo percorso di catechesi. Questo ha fatto crescere anche noi animatori, dovendo confrontarci per preparare gli incontri, e quest’anno si sono aggiunte due giovani coppie di animatori che sapranno essere vicine alla sensibilità delle nuove famiglie.
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Worship a Maria
4ª Domenica di Pasqua – 12 Maggio 2019
La sera del 5 maggio nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo si è svolta l’adorazione Worship a Maria. Non tutti, però, sanno cosa significa questo termine e in cosa consiste nel concreto.
Worship è un termine inglese che significa adorazione. La preghiera di adorazione può essere svolta in molti modi: personale, guidata, silenziosa: la Worship è un momento di preghiera cantata, un’invocazione di lode davanti al Santissimo che vede l’alternarsi di canti, riflessioni e momenti di silenzio. Essa non è uno “spettacolo religioso”, ma uno spunto e un aiuto per condurre nella preghiera chi partecipa.
In questo momento di preghiera siamo aiutati da un’equipe che si occupa della musica, della scelta dei canti e della preparazione delle riflessioni.
Nella nostra parrocchia si è costituito, da appena due anni, un gruppo Worship, nato dalla voglia di alcuni giovani di vivere in modo ancora più intenso e concreto la preghiera e l’adorazione. I componenti del gruppo seguono tutti i vari aspetti che guidano la serata: gli strumenti musicali, le voci e lo staff tecnico che si occupa di luci e video.
Prima della Worship, il gruppo si ritrova più volte, per scegliere i canti, la sequenza e il tema dell’adorazione, per poter aiutare chi partecipa a vivere un intenso dialogo con il Signore, presente nell’Eucarestia. Per fare questo, i componenti si preparano prima di tutto con la preghiera, per testimoniare che i protagonisti di questo momento non sono loro, ma Gesù.
Quello che ci auguriamo è che la Worship diventi veramente un momento di preghiera forte e sentita davanti al Signore e che possa essere un nuovo strumento di evangelizzazione per poter avvicinare nuove persone alla parrocchia, ma prima di tutto alla Fede.
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Pensiero sulle Prime Comunioni
5ª Domenica di Pasqua – 19 Maggio 2019
Il 12 Maggio alla Santa Messa delle 10.30 23 bambini della nostra parrocchia hanno ricevuto la prima comunione.
È stato un percorso che li ha visti partecipare prima al sacramento della riconciliazione lo scorso anno; poi al primo incontro con Gesù Eucarestia.
La chiesa era addobbata a festa; la cerimonia è stata molto sentita e a tratti commovente.
Grazie alle belle parole che ci ha regalato don Daniele.
Grazie a tutti coloro che hanno reso emozionante e bello questo momento.
Le famiglie dei bambini della Prima Comunione
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Maggio, il mese Mariano
6ª Domenica di Pasqua – 26 Maggio 2019
Maggio è il mese tradizionalmente dedicato a Maria Vergine, la madre di Gesù.
Ma perché Maggio è il mese Mariano?
Si tratta di un mese dedicato alla preghiera, si prega Maria perché la Vergine ha un legame diretto e indissolubile con suo figlio Gesù e quindi con Dio.
Quella del mese mariano è una tradizione che si è andata costruendo a poco a poco nei secoli e che è stata definitivamente “consacrata” da Papa Paolo VI con la sua enciclica Mense Maio resa pubblica il 29 aprile 1965, nella quale il papa diceva che nel mese di Maggio l’omaggio affettuoso e devoto dei credenti si rivolge in special modo a Maria.
Nella nostra parrocchia è da sempre molto sentito il mese mariano, una tradizione che si è consolidata negli anni, tanto che ad oggi sono ben otto i centri nei quali si recita il rosario alle 20.30, e il mercoledì pomeriggio alla casa di riposo.
Ogni famiglia apre le porte a chi vuole partecipare al santo Rosario, mettendo a disposizione la propria casa e la statua (o immagine) di Maria adornata con fiori bellissimi, mettendo nelle mani di Maria tutte le intenzioni attraverso la preghiera.
Due belle celebrazioni di questo mese sono il 22 maggio la benedizione delle rose nella Messa a Santa Rita.
Quest’anno la chiesa di santa Maria Janua Coeli era gremita di persone che hanno portato le rose del proprio giardino per una benedizione speciale.
E la conclusione del mese mariano, il 31 maggio con la messa e poi la processione, statua di Maria sulle spalle dei volontari, intonando canti a Maria, fino alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo.
Da non dimenticare è la possibilità di avere nella propria casa, per un rosario, la Madonna Pellegrina.
Certi dei legami che questi momenti di preghiera possono creare, don Daniele e il Consiglio Pastorale Parrocchiale, vogliono ringraziare tutti coloro che si mettono a disposizione per dare uno spazio a chi ne ha necessità di pregare e a tutti quelli che aiutano alla buona realizzazione della processione finale.
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dal Vescovo Giuseppe
Ascensione del Signore – 2 Giugno 2019
In previsione della solennità di Pentecoste il nostro Vescovo mons. Giuseppe Zenti ha inviato a tutti i sacerdoti della Diocesi una lettera invitando a ricordare nella preghiera dei fedeli l’ordinazione dei nostri tre nuovi presbiteri l’8 giugno. Inoltre, sempre nella lettera, il Vescovo insisteva sull’invito ad essere molto sensibile alle segnalazioni di possibili vocazioni alla vita presbiterale e raccomandava di presentare agli educatori possibili seminaristi per il Minore e per Casa San Giovanni e anche di indirizzare ragazzi e adolescenti alla Scuola Gian Matteo Giberti, focalizzata su Cristo Verità.
Infine il Vescovo chiedeva di leggere un suo breve scritto alla comunità cristiana, o la Domenica che precede la Pentecoste o nella solennità di Pentecoste. Il messaggio è questo:
“Carissimi fedeli dell’Unità Pastorale di Oppeano la solennità della Pentecoste, che è il compimento della Pasqua, ci fa vivere liturgicamente ciò che è avvenuto agli inizi della Chiesa: lo Spirito Santo fa di noi il popolo di Dio, unito da comunione fraterna, sotto la guida di Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra. Lo Spirito Santo compie il miracolo di creare dell’insieme delle nostre parrocchie una Unità di comunione fraterna. Preghiamolo perché predisponga ogni comunità cristiana a mettere insieme le risorse di ognuna e a farsi carico delle situazioni di difficoltà. Con questa prospettiva, auguro di cuore Buona Pentecoste ad ognuno di voi, alle vostre famiglie, ai vostri giovani, ai vostri anziani, ammalati e disabili. Un abbraccio fraterno.
Il Vescovo Giuseppe”
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Parrocchia in Festa
Pentecoste – 9 Giugno 2019
Domenica 26 maggio si è svolta “Parrocchia in Festa”, manifestazione che, come gli anni precedenti, ha riunito la comunità, famiglie, gruppi parrocchiali e amici in giornate all’insegna dello stare insieme in serenità.
Il Sabato sera abbiamo avuto il piacere di ospitare il gruppo RaDioLuce. Questa band nasce nel 2011 da una famiglia di Povegliano Veronese composta da Rachele, la cantautrice del gruppo e Andrea, batterista, spinti da una forza interiore che li ha invitati a comunicare un “incontro importante”, quello con Gesù.
Le loro vicende sono state segnate da momenti di gioia ma anche da difficoltà importanti, sempre vissute tenendo vivo il rapporto con Dio che non li ha mai abbandonati, sottolineando l’importanza della preghiera.
La giornata piovosa ci ha costretti a spostarci all’Opera Pia Luigi Ferrari, dove però abbiamo potuto assaporare un’atmosfera raccolta e familiare. Alcune canzoni proposte in modalità ”bans” hanno permesso alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi presenti di essere coinvolti in una atmosfera gioiosa di ballo e di festa.
Quest’anno il filo conduttore che ha unito gli eventi è stato il tema dell’Armonia. Lo spunto che viene dalla recita di fine anno del Centro Infanzia intitolata “Salviamo l’Arcobaleno” ha collegato tutto: il concerto del sabato sera dei RaDioLuce, la consegna del pensiero fatto dai ragazzi del catechismo agli ospiti della Casa di Riposo, la Messa della Domenica che ha coinvolto i gruppi parrocchiali, il pomeriggio con giochi organizzati da un bel gruppo di giovani animatori del Grest, la pesca di beneficenza con l’estrazione dei vari premi, fino alla conclusione con la festa di fine anno scolastico del Centro Infanzia.
Risulta davvero vincente la massima ispiratrice che recitava: “La felicita è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in completa Armonia!”
Un immenso grazie va a tutti per aver contribuito e partecipato numerosi alla festa rendendola davvero una “Parrocchia in Festa”.
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RaDioLuce:testimonianze e musica nel segno di Gesù
ss.ma Trinità – 16 Giugno 2019
Sabato 25 maggio abbiamo avuto il piacere di ospitare il gruppo RaDioLuce. La giornata piovosa non ci ha permesso di godere dello spettacolo all’aperto, ma abbiamo assaporato l’atmosfera raccolta e famigliare del teatro dell’Opera Pia Luigi Ferrari. Questa band nasce nel 2011 da una famiglia di Povegliano Veronese, Rachele, la cantautrice del gruppo e Andrea, batterista, spinti da una forza interiore che li ha invitati a comunicare un “incontro importante”, quello con Gesù. La loro missione è quindi diventata quella di mettere il loro talento a servizio di Dio per portare la Sua luce e la Sua Parola a tutti.
Il gruppo RaDioLuce è conosciuto nella diocesi per l’organizzazione, nel periodo di settembre di ogni anno al Teatro Romano, l’evento “Dedicato a te”, rivolto a Maria, e per le loro canzoni, scritte e cantate dalla meravigliosa voce di Rachele Consolini. La stessa modalità di concerto/testimonianza è stata proposta anche durante Parrocchia in Festa e ci ha permesso di conoscere le vicende di Rachele, della sua famiglia e dell’intera band in un concerto dal titolo “Chi sono i RaDioLuce”. Le loro vicende sono state segnate da momenti di gioia ma anche da difficoltà importanti, sempre vissute tenendo vivo il rapporto con Dio che non li ha mai abbandonati. Molti accenni sono stati fatti alla preghiera con il cuore, per loro fondamentale; infatti prima di iniziare il concerto si sono raccolti in una stanzetta per invocare lo Spirito Santo che è la loro forza. Le canzoni proposte sono state gioiose e coinvolgenti, lo spettacolo è stato piacevole ed emozionante. La loro fede, vissuta in maniera intensa, ci ha dato spunti significativi per riflettere sulla nostra vita e su Dio che è fedele e presente in ogni avvenimento quotidiano. Alcune canzoni proposte in modalità ”bans” hanno permesso alle famiglie, ai bambini e ragazzi presenti di essere coinvolti in un’atmosfera gioiosa di ballo e di festa. Ci auguriamo di riaverli ancora tra noi, sottolineando l’importanza di esperienze così significative per la nostra parrocchia..
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Il Dono provvidenziale delle Unità Pastorali
Ss. Corpo e Sangue di Cristo – 23 Giugno 2019
È da alcuni anni che si sente parlare di Unità Pastorali; ma cosa sono esattamente?
Si tratta principalmente di un cambiamento di rotta, nel senso che siamo tutti invitati a sradicare dalla mente e dal cuore l’abitudine di dire “la mia parrocchia”, “il mio prete” , per passare a quel senso di corresponsabilità che ci fa dire “le nostre parrocchie”,” i nostri preti”, pur non cancellando l’identità delle singole parrocchie, che giuridicamente restano autonome, mentre pastoralmente sono in comunione fraterna.
In concreto, significa che nessun prete ha sulle spalle più parrocchie, bensì più parrocchie sono sulle spalle di una équipe di preti e di laici che condivideranno iniziative, riuscite e sconfitte. Logicamente, l’avvio a questa nuova realtà, esige pazienza, costanza, determinazione e tanta umiltà, che è l’unico vaccino efficace nei confronti del virus dell’individualismo autoreferenziale da cui, poco o tanto, tutti siamo intaccati come per epidemia.
La nostra parrocchia, cammina insieme alle parrocchie di Oppeano, Ca’ degli Oppi, Vallese, Villafontana e Mazzantica.
La costituzione dell’Unità Pastorale, è una svolta di notevole impegno; la presa di consapevolezza che ci stiamo imbarcando in una impresa benedetta da Dio, ci dona il buon senso per aderire serenamente a questo nuovo progetto e ci rende forti e decisi ad uscire dalle consuete abitudini per entrare nella logica della nuova-Evangelizzazione.
Nel corso delle prossime settimane andremo a fare quattro chiacchiere con i parroci delle parrocchie della nostra unità pastorale, per iniziare a conoscere meglio le altre realtà che ci circondano.
N.G.
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ss. Pietro e Paolo, i nostri Patroni
13ª Domenica nell’anno – 30 Giugno 2019
Il 29 giugno, la Chiesa festeggia i ss. Pietro e Paolo, patroni della nostra comunità parrocchiale. Si racconta che siano morti entrambi a Roma il 29 giugno. San Paolo fu decapitato e sepolto nei luoghi presso cui oggi c’è la Chiesa di san Paolo fuori le Mura, mentre Pietro morì crocifisso su una croce capovolta perché non si ritenne degno di morire come il Signore, per poi essere sepolto dove oggi c’è la Basilica di san Pietro. I due apostoli si festeggiano insieme, nonostante grandi differenze; con due stili originali, hanno servito il Signore.
– Pietro, chiamato da Gesù “la roccia della Chiesa” era un uomo generoso, impulsivo; seguì Gesù rispondendo di slancio alla chiamata, restando tuttavia uomo incostante, facile preda della paura, capace persino di vigliaccheria, fino al misconoscimento di Colui che seguiva come discepolo. Sempre vicino a Gesù, a volte appare come portavoce degli altri discepoli, in mezzo ai quali occupava una posizione prevalente: non si può parlare delle vicende di Gesù senza menzionare Pietro.
– Paolo, il missionario per eccellenza, è stato chiamato “l’Apostolo”; non fu discepolo di Gesù. È l’apostolo “differente”, posto accanto a Pietro quasi a garantire fin dai primi passi che la chiesa cristiana è sempre plurale e si nutre di diversità. Paolo, non conobbe né Gesù né i suoi primi discepoli; si distinse nell’opposizione e nella persecuzione verso il nascente movimento cristiano. Sulla via di Damasco, avvenne per Paolo l’incontro con Gesù risorto, la conversione e la rivelazione. Paolo riconosceva i suoi limiti, ma chiedeva di essere considerato inviato, servo, apostolo di Gesù Cristo al pari loro, perché aveva messo la sua vita a servizio del Vangelo; si era fatto imitatore di Cristo anche nelle sofferenze, si era prodigato in viaggi apostolici in tutto il Mediterraneo orientale, era abitato da una sollecitudine per tutte le chiese di Dio.
Ora, che li abbiamo conosciuti un po’ più da vicino, affidiamo la nostra comunità parrocchiale all’intercessione dei ss. Pietro e Paolo, perché guidati dal loro esempio, possa divenire una coraggiosa testimone del Vangelo.
-N.G.-
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Festeggiato il 55° di monsignor Gianpaolo Beltrame
14ª Domenica nell’anno – 7 Luglio 2019
Domenica 30 giugno, durante la Santa Messa delle 10.30, abbiamo festeggiato il 55° dell’ordinazione sacerdotale di mons. Gianpaolo Beltrame, con la prima s. Messa celebrata il 29 giugno 1964 proprio nella nostra parrocchia. Durante l’omelia, dopo aver espresso la sua gioia nel festeggiare questo importante traguardo con la nostra comunità, ci ha parlato dell’importanza di mantenere vive le nostre radici. Ci ha raccontato, infatti, di essere passato dal cimitero prima di venire in parrocchia e ha sottolineato l’importanza di questo gesto: lì, infatti, possiamo ritrovare tutti i protagonisti della nostra storia personale e di paese.
Mons. Beltrame ha poi voluto condividere con noi alcuni valori che lui ha sperimentato nella sua vita e che vorrebbe rivedere anche nell’Isola Rizza di oggi. Lui li ha definiti “sogni”. Il primo “sogno” è quello di impegnarsi per essere persone entusiaste, capaci di costruire relazioni di pace, gioia, tenerezza e amicizia. Il cristiano, infatti, è un uomo a cui Dio ha affidato tutti gli uomini per essere un cuore solo e un’anima sola: ecco perché sono importanti i piccoli gesti. Salutare, guardarsi negli occhi, sorridere, parlarsi e ascoltarsi: tutto questo serve per costruire “ponti”, simbolo delle relazioni.
Il secondo “sogno” è coltivare queste relazioni, cercando tutte le occasioni per incontrare le altre persone ed essere felici di questo: abbiamo tanto da dare e tanto da ricevere, nessuno è così povero da non aver niente da donare ai fratelli.
Il terzo “sogno” è quello di impegnarsi a mantenere in buono stato la nostra chiesa, come facciamo con le nostre case, proprio perché la chiesa rappresenta la Casa del Signore, quindi la casa di tutti.
Mons. Beltrame ha poi concluso con il quarto “sogno”, che è anche un augurio per il nostro paese, quello di diventare una “cittadella della gioia”, prendendo spunto dal titolo del famoso libro dello scrittore Dominique Lapierre: troviamo il tempo per Dio, il tempo per noi e per gli altri, il tempo per i ricordi, solo così potremo sperimentare la vera gioia.
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Le sagre di Isola Rizza nel tempo
15ª Domenica nell’anno – 14 Luglio 2019
La parola sagra deriva dal latino “Dies Sacra”, cioè giornata sacra. Le ricerche storiche ci informano che le Sagre hanno origini remote (1200-1300) ed erano indette in occasione della consacrazione di una Chiesa, oppure in onore del Santo patrono o copatrono. La Sagra più antica di Isola Rizza si svolge la 3ª domenica di settembre ed è intitolata alla Madonna Addolorata copatrona della Chiesa Parrocchiale. Come riferimento per datare questa Sagra, possiamo constatare che la statua della nostra Madre Addolorata si trova sopra un altare del XVIII secolo e sappiamo che l’attuale statua fu costruita nel 1826 e che nel 1839 il parroco don Lorenzo Morgante, riuscì a trasferire nella parrocchiale le funzioni della “Sagra della Madonna”, per fare in modo che i fedeli tornassero a frequentarla, perché sembra che preferissero andare nella chiesetta in piazza.
Ben diversa e più complessa è la storia delle Sagre di luglio. La Sagra del gallo fu istituita nel 1946 da Don L. Castellani (il cappellano) in onore della croce del gallo, Si svolgeva all’inizio di luglio, ma durò poco, Terminò infatti con l’istituzione della Sagra di San Luigi. Intorno al 1949-’50 son Marino Grigoli, ebbe l’idea di dedicare una Sagra alla gioventù del paese e istituì la Sagra di san Luigi Gonzaga, che per i primi due anni si svolse il 21 giugno, o la domenica più prossima a questa data, festa del Santo. L’imponente organizzazione (in paese arrivò persino una banda, i cui musici furono alloggiati da varie famiglie), o forse la devozione al grande Santo, permisero alla sagra un grande successo, tanto da soppiantare la Sagra del gallo e prenderne il posto la 1a Domenica di luglio. Col passare del tempo però, la partecipazione della gente diminuì, tanto da costringerne la sospensione per alcuni anni. Nel 1999 la “Pro Loco” prese l’iniziativa e in collaborazione col Gruppo Alpini ripristinò la Sagra sotto il nome di Sagra patronale della gioventù ancora la 1ª Domenica di luglio, in forma moderna, con musiche ed attrazioni più adatte ai giovani. Essa durò vari anni.
Dal volume di Maria Teresa Bertolotto, Isola Rizza Ieri e Oggi, Pro Loco Isola Rizza 2013
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Le Unità Pastorali “Io sono la vite e voi siete i tralci”
16ª Domenica nell’anno – 21 Luglio 2019 / 20ª Domenica nell’anno – 18 Agosto 2019
Lo scorso 14 giugno dagli studi di Telepace, è stato presentato l’Orizzonte pastorale diocesano 2019-22 intitolato “Io sono la vite, voi i tralci”, Chiesa all’insegna dell’essenzialità e della missionarietà con cambiamenti in vista nei Consigli Pastorali.
«La Chiesa si trova oggi di fronte ad un cambiamento d’epoca» – afferma mons. Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale – «molte strutture, progetti, attività del passato sono in crisi. Tutto cambia molto rapidamente e la fede, la partecipazione e anche le persone impegnate nelle parrocchie sono sempre meno. Scegliere una strada precisa, uguale per tutti, è impossibile e potrebbe perfino essere dannoso. Oggi ci è chiesto di guardare avanti, alzando lo sguardo verso Gesù Cristo, il Risorto: è Lui l’orizzonte da raggiungere. Per questo la Chiesa è chiamata a puntare sull’essenziale e ad essere missionaria».
Chiesa essenziale e missionaria significa – come detto Novità in vista anche per le Unità Pastorali i cui organismi andranno modificati in ottica sinodale. Dovrà nascere il Consiglio di unità pastorale, che avrà come primo compito l’ascolto della realtà alla luce della fede, il discernimento ecclesiale e la conseguente proposta pastorale. Tale percorso, perché sia davvero sinodale, coinvolgerà anche le singole parrocchie: ogni parrocchia sarà chiamata a costituire la Consulta ministeriale parrocchiale, che si pone in ascolto della realtà, per consegnare poi al Consiglio di unità pastorale dati utili ad attuare il discernimento.
I due nuovi organismi sostituiranno i consigli pastorali parrocchiali. Sostanzialmente, in ogni parrocchia resterà un gruppo di persone già impegnate nei vari servizi con il compito di stare vicine al popolo di Dio. In ogni unità pastorale nascerà un gruppo di preti e laici chiamati a costruire ponti di comunione, perché ci sia “tutto in tutti”.
A riguardo dell’Orizzonte pastorale diocesano 2019-22 intitolato Io sono la vite voi i tralci, mons. Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale, l’ha così illustrato.
– La Diocesi di Verona ha un orizzonte e non un progetto. Perché questo termine diverso?
«La Chiesa si trova oggi di fronte ad un cambiamento d’epoca: molte strutture, progetti, attività del passato sono in crisi. Tutto cambia molto rapidamente e la fede, la partecipazione e anche le persone impegnate nelle parrocchie sono sempre meno. Scegliere una strada precisa, uguale per tutti, è impossibile e potrebbe perfino essere dannoso. Oggi ci è chiesto di guardare avanti, alzando lo sguardo verso Gesù Cristo, il Risorto: è Lui l’orizzonte da raggiungere. Per questo la Chiesa è chiamata a puntare sull’essenziale e ad essere missionaria».
– Che cosa si intende per Chiesa essenziale e missionaria?
«Fare in modo che la pastorale della Chiesa, cioè la sua azione di evangelizzazione, punti sul fondamento della fede, perché questa non può più essere data per scontata. Papa Francesco ci dice: “Una pastorale in chiave missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine, che si tenta di imporre a forza di insistere. Quando si assume un obiettivo pastorale e uno stile missionario, che realmente arrivi a tutti senza eccezioni né esclusioni, l’annuncio si concentra sull’essenziale, su ciò che è più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario” (Evangelii gaudium 35). E l’essenziale è questo: “Dio è amore, Cristo ti salva, Egli vive” (cfr. Christus vivit 111-129)».
A riguardo dell’Orizzonte pastorale diocesano 2019-22 intitolato Io sono la vite voi i tralci, mons. Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale, l’ha così illustrato.
– In fondo si tratta di mettere al centro Gesù Cristo?
«Sicuramente. Se guardo con onestà alla mia vita di fede, dalla quale non posso fuggire, anche quando mi è chiesto un ministero nella Chiesa, trovo che la verità più importate e significativa, quella che mi ha cambiato la vita è: Gesù è il Signore, il mio Signore. Il cuore del Vangelo è entrato nella vita al punto che nulla ne è escluso, anche quello che non mi piace. E il Vangelo è arrivato senza grandi progetti, ma dalla preghiera, dalle parole, dai gesti di mio padre e di mia madre, che non ho mai visto perdere una Messa, e da uomini, donne e preti che mi hanno voluto bene nel nome di Gesù Cristo, modello di Amore. Lo hanno fatto come hanno potuto, non senza errori o peccati, raggiungendo anche me, lì dove mi trovavo. In fondo loro sono stati missionari, talora inconsapevoli, dell’essenza del Vangelo, tanto da lasciare un segno indelebile. Credo che questa sia la storia comune di molti di noi che cerchiamo di vivere la fede cristiana e che oggi siamo parte della comunità dei Figli di Dio che è la Chiesa. Purtroppo però questa esperienza non è più così comune. Molti non hanno la fortuna di aver conosciuto il Signore Gesù. Molti attendono qualcuno che porti loro la Buona Notizia».
– Quindi l’Orizzonte punta sull’annuncio?
«Sì. Nei prossimi tre anni, a partire dal testo del Vangelo di Giovanni della vite e i tralci (Giovanni 15,1-17) ci siamo dati tre temi che faranno da sfondo alla riflessione, all’evangelizzazione e alla preghiera. Sono tre verbi che riflettono altrettanti atteggiamenti proposti da Gesù: rimanere, condividere e gioire.
A riguardo dell’Orizzonte pastorale diocesano 2019-22 intitolato Io sono la vite voi i tralci, mons. Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale, l’ha così illustrato.
Gesù è la vite e noi i tralci. Solo se i tralci rimangono uniti alla vite possono portare frutto, perché dalla vite giunge la linfa dello Spirito Santo. Dio che è l’agricoltore accompagna, cura e attende. L’essere una cosa sola con la vite produce i frutti dell’amore e della condivisione. E dai frutti l’agricoltore produce il vino buono della gioia. L’azione dell’agricoltore non è sempre facile o indolore. Infatti Gesù dice: “Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto” (Giovanni 15,1-2). Cosa tagliare e cosa potare deve essere frutto del discernimento da fare nelle comunità cristiane. La scelta della nostra Diocesi di avviare le unità pastorali aiuterà in questo compito a volte complicato. Sono molte le azioni e i programmi che non evangelizzano più e ci sono molte altre esperienze che invece sono ancora feconde. L’unione di più parrocchie e di più forze, di laici e preti che condividono la responsabilità dell’annuncio del Vangelo in un territorio, aiuterà l’opera del discernimento in stile sinodale: alla luce dello Spirito Santo pregato con fede, nell’ascolto della Parola, nello scoprire i segni belli della presenza di Dio nella storia di quelle comunità, si potrà arrivare a scelte condivise per una pastorale rinnovata».
– Quando si parla di “stile sinodale” cosa si intende?
Noi veniamo da una tradizione ecclesiale molto attenta al territorio, alle strutture, ai progetti, alle riflessioni. Il modello di Chiesa sinodale ci chiede di concentrare lo sguardo sulle persone, sulla loro situazione concreta, ma anche sulla loro fede semplice e talora imperfetta: le persone vengono prima delle idee, la relazione prima del contenuto” (Io sono la vite voi i tralci, p. 34).
A riguardo dell’Orizzonte pastorale diocesano 2019-22 intitolato Io sono la vite voi i tralci, mons. Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale, l’ha così illustrato.
– Quando si parla di “stile sinodale” cosa si intende?
«La risposta la prendo dal testo dei tre nuovi passi per la Chiesa veronese: “Lo stile sinodale è quello indicato per avviare e sostenere questa nuova tappa dell’evangelizzazione, una Chiesa in ‘stato permanente di missione’, per l’evangelizzazione e non la mera auto-preservazione, come precisa papa Francesco. Lo stile sinodale permette di aprire canali nuovi. Come abbiamo già rimarcato sopra, rappresenta il cambiamento paradigmatico, la forma, all’interno della quale camminare e maturare.
– Questo porta cambiamenti anche nelle strutture di partecipazione?
«Nel cammino di costituzione delle unità pastorali anche gli organismi andranno modificati in ottica sinodale. Dovrà nascere il Consiglio di unità pastorale, che avrà come primo compito l’ascolto della realtà alla luce della fede, il discernimento ecclesiale e la conseguente proposta pastorale. Tale percorso, perché sia davvero sinodale, coinvolgerà anche le singole parrocchie: ogni parrocchia sarà chiamata a costituire la Consulta ministeriale parrocchiale, che si pone in ascolto della realtà, per consegnare poi al Consiglio di unità pastorale dati utili ad attuare il discernimento. I due nuovi organismi sostituiranno i consigli pastorali parrocchiali. Tutto questo a un primo sguardo sembra molto complesso, anche perché il linguaggio a volte si complica. Di fatto, in ogni parrocchia resterà un gruppo di persone già impegnate nei vari servizi con il compito di stare vicine al popolo di Dio. In ogni unità pastorale nascerà un gruppo di preti e laici chiamati a costruire ponti di comunione, perché ci sia “tutto in tutti”. Sarà un cammino lungo e non senza ostacoli. Ma la prospettiva spalanca l’orizzonte di una rinascita della fede»..
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Note sulla vita di don Luigi Castellani
21ª Domenica nell’anno – 25 Agosto 2019
Nel libro “Isola Rizza ieri e oggi”, molte notizie sulla vita di don Luigi Castellani non è stato possibile riportarle per mancanza di spazio, perciò approfittiamo di questo foglio domenicale per rimediare.
Don Luigi Castellani era nato a Boschi Sant’Anna, il 5 Giugno 1883; di intelligenza vivace e memoria straordinaria compì i suoi studi nel Seminario Vescovile di Verona e fu ordinato sacerdote il 18 Agosto 1906, dedicando in seguito, tutta la sua vita alla comunità di Isola Rizza, dove svolse il lavoro di Maestro Elementare.
Egli non aveva vincoli nei confronti della parrocchia, ma in caso di necessità non esitava a rendersi disponibile, soprattutto per le confessioni.
Conosciuto da tutti come “il Cappellano” viveva in piazza con una sua nipote ed era di salute piuttosto fragile, ciò nonostante aveva il dono di essere un bravo oratore, perciò era molto ricercato in tutte le Chiese della Diocesi di Verona e anche fuori per la sua predicazione chiara, forte e persuasiva.
A Isola Rizza, non era raro che improvvisasse una predica e mettendosi sopra qualche balcone della piazza attirava lì per lì molti uditori.
Prodigo di tante iniziative, contribuì alla fondazione della locale Cassa Rurale dell’epoca e ne fu anche amministratore. Nel dopoguerra istituì “la Sagra del Gallo” dedicata al Monumento del Gallo, vanto degli isolarizzani, e che dopo qualche anno venne sostituita dalla Sagra di san Luigi.
Sempre molto attento ai bisogni dei poveri, chiuse la Sua giornata terrena legando al nascente ricovero di Anziani soli e indigenti, una cospicua parte dei suoi beni.
Si spense l’11 Febbraio 1952, e i suoi imponenti funerali dissero quanto era benvoluto dalla popolazione. Le sue spoglie mortali riposano nella Chiesetta del Camposanto e nel giorno di tutti i Santi non è raro vedere ancora qualcuno che visita la sua tomba, per lasciare un saluto e una preghiera.
Maria Teresa Bertolotto
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Grest 2019: vi raccontiamo com’è andata!
22ª Domenica nell’anno – 1° Settembre 2019
L’estate 2019 in Parrocchia non è stata solo Grest: per la prima volta, infatti, quest’anno è stato realizzato un corso di compiti assistiti, al quale hanno partecipato molti bambini dall’ultimo anno di scuola materna alla 5ª elementare. Tutte le mattine da metà giugno e per tutto luglio, i ragazzi erano attesi al circolo Noi per giocare ed essere aiutati dagli animatori nello svolgimento dei compiti estivi. Le giornate erano divise in fasce orarie dedicate a compiti, giochi di gruppo e gioco libero, in modo da dare ad ogni bambino la possibilità di interagire con gli altri e di dare sfogo alla propria energia. Ogni inizio settimana le responsabili comunicavano un tema su cui basare i giochi e le attività o i film d’animazione, come il rispetto verso gli altri, l’importanza di comportarsi bene, ma anche il rispetto verso la Terra e l’ambiente.
Durante il mese di luglio poi, si è svolto il Grest parrocchiale che ha visto il coinvolgimento di un centinaio di ragazzi dalla 1ª elementare alla 3ª media ed alcuni bimbi dell’ultimo anno della Scuola d’Infanzia, sulla base del percorso educativo “Wunder” di Oragiovane.
Gli animati hanno vissuto un percorso fatto di divertimento all’insegna di un obbiettivo comune: conoscere ed imparare l’importanza di mettersi al servizio delle persone per ricostruire la bellezza della nostra comunità. Nelle quattro settimane si sono susseguite varie attività di laboratorio tra cui la realizzazione di un murales, attività formative, balli, scenette, beach volley, giochi, giochi con l’acqua e bagni in piscina. Non è mancata la classica gita giornaliera, al parco acquatico Rio Valli, che ha suscitato il divertimento generale.
La festa di chiusura del Grest, anche se segnata dalla pioggia, è stata “intensa” ed ha coronato il lavoro svolto da tutti i ragazzi ed animatori. La partecipazione al Grest segna un momento importante sia per gli animati che per gli animatori, lasciando un segno di vera vita evangelica che aiuta ad aprirsi, a mettersi in gioco e a camminare assieme lungo la via della fiducia e della bellezza. Le responsabili Valentina e Beatrice
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ALE DONE DELA PESCA
23ª Domenica nell’anno – 8 Settembre 2019
Alla fine degli anni ottanta, con il Consiglio Parrocchiale, si dà vita alla famosa pesca di beneficienza, con diversa sede secondo necessità e cambiamenti del paese. Molte signore e giovani del paese si sono susseguite a dare una mano per organizzarla al meglio e in cui tutti almeno una volta siamo andati a “pescare”.
Le donne della pesca sono sempre alla ricerca di giovani volenterose per un aiuto in più.
Di seguito una poesia scritta nel 2000.
ALE DONE DELA PESCA
Al centro dela piazza ghe un negozio serà,
ma un par de mesi a l’ano ghe na grande atività.
Na trentina de done le va, le vien, da far le se da,
dale nove dela sera fin a note inoltrà.
De tute le età i è ste signore,
qualche butela la se vede a ore.
Le laora così de gusto
che le ghe mete tuto el so bon gusto
e quando de laorar le ga finìo
na bibita o un cafè le se beve drio.
No, maliziosi, mal no ste pensar
iè brave done e tuto le sa far!
Le scuncia, le pitura, i numari le da
o parchè iè strache o parchè ghe da contar.
I è le done dela Pesca de Beneficienza
che tuto l’ano le zerca la Provvidenza
e nei mesi estivi le le mete ala prova
sia par i rifornimenti sia parchè no piova.
Far do pesche d’istà l’è na roba gravosa
un po’ par el caldo, un po’ parchè l’è fadigosa,
ma , in fondo, i è tute contente
de catarse la sera con altra gente,
arivar, magari, con dei problemi
e sentirse unìe dai stessi patemi,
e se qualche contesa vien fora
o l’è par la stanchezza o par la tarda ora!
La sera dopo, tuto sa sistemà
par el scopo dela pesca a cui el ricavato và.
I nostri fruti anca stano donemo,
con l’aiuto de tuti e ringraziemo.
Ai nostri marì va un grazie particolare :
tute le sere fora e, lori, ad aspettare,
ma pensandoghe ben,
un picolo sospeto me vien;
che sia sta lori a riesumar la sagra dela gioventù,
par star tranquili e guardarse, in pace , la TV???!!!
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Il Triduo della Addolorata
B. V. Maria Addolorata – 15 Settembre 2019
Nella nostra parrocchia dal 12 al 14 settembre si svolge il Triduo della Madonna Addolorata, che si conclude poi il 15 settembre con la Santa Messa della Beata Vergine Maria Addolorata.
Nella liturgia cattolica questo memoria richiama i fedeli a meditare il momento decisivo della storia della salvezza. La devozione alla Madonna Addolorata trae origine dai passi del Vangelo dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario. Le prime celebrazioni liturgiche legate ad essa risalgono al XV secolo e, dopo essere stata introdotta nel calendario romano da Papa Pio VII nel 1814, trova la conferma definitiva della data di celebrazione, quella del 15 settembre, ad inizio Novecento, grazie a papa Pio X.
Durante il triduo viene recitato il rosario dei Sette Dolori di Maria, che corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo: 1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”; 2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”; 3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”; 4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario; 5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente; 6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce; 7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.
La liturgia e la devozione hanno compilato anche le Litanie dell’Addolorata, nelle quali la Vergine è implorata in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua personale sofferenza.
Questi momenti di preghiera rappresentano un tempo importante per vivere in modo più profondo e intimo la nostra fede e speriamo che per tutti possano essere stati un momento di raccoglimento e riflessione.
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suor Maria Giacinta Bertolotto
25ª Domenica nell’anno – 22 Settembre 2019
Celestina Bortolotto nacque a Isola Rizza il 29 Dicembre 1921, da Giacinto e Bersan Pasqua e fu battezzata il giorno dopo per mano di don Romolo Tressino. Ancora giovane fece la professione religiosa semplice e poi perpetua con il nome di suor Maria Giacinta presso l’Istituto Sorelle della Misericordia, congregazione che aveva conosciuto a Isola Rizza. Ora riposa al cimitero del nostro paese, accanto alle sorelle suor Nazzarita Bertolotto (8 Ottobre 2015 – 4 Febbraio 2003) e suor Febe Bertolotto (8 Ottobre 2019 – 2 Febbraio 2008). Di seguito una parte del saluto delle Consorelle, durante le esequie in chiesa parrocchiale martedì scorso.
Carissima suor M. Giacinta, hai concluso il tuo viaggio terreno, ora ti aspetta la gioia delle nozze eterne. Il Signore ti ha donato il Carisma della Misericordia. Hai ricevuto l’invio alla missione di infermiera in varie realtà: a Cremona Casa di Cura “S. Camillo”, a Verona nel primo ricovero della città, al Geriatrico in Borgo Trento, a Nogara Ospedale Civile, a Rebecco d’Olio casa di Riposo, a Mantova Casa Pace Ricovero, e nel 2012 sei arrivata in casa Polini come sorella bisognosa di assistenza.
Nel fratello hai riconosciuto il volto di Cristo ammalato, avevi una profonda intuizione, ti chinavi su di lui con amore, tenerezza, attenzione, comprensione, consolazione, rispetto, condivisione, cercavi in tutti i modi di alleviare la sua sofferenza. Si può dire che vivevi la passione verso l’ammalato; non tenevi conto della tua stanchezza, dei tuoi acciacchi, eri tutta per tutti. Tante persone da te assistite potrebbero dire che l’ammalato ti ha sempre rubato il cuore, a lui, hai dato il calore umano, di compassione al loro grido di aiuto. Tutta questa carica e forza di dono, l’hai attinta dalla vita interiore e l’hai alimentata dalla preghiera, dall’Eucaristia, dalla devozione alla Madonna. L’ultimo periodo della tua sofferenza lo hai vissuto e donato con fede, nella pazienza, con serenità e riconoscenza per chi ti prestava un servizio…
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La solennità della Beata Vergine Maria Addolorata
26ª Domenica nell’anno – 29 Settembre 2019
Domenica 15 settembre, nella solennità della Beata Vergine Maria Addolorata, abbiamo avuto il piacere di avere con noi durante la Messa delle 10.30 don Giuseppe Cacciatori, per lungo tempo Rettore del Santuario della Madonna della Corona, dove l’immagine venerata è proprio quella dell’Addolorata. A questa celebrazione, inoltre, erano presenti bambini, genitori e insegnanti del Centro Infanzia Bonanome, per festeggiare insieme l’inizio del nuovo anno scolastico.
Don Giuseppe Cacciatori, durante la sua omelia, si è rivolto in particolare a loro, invitandoli ad essere loro i primi “maestri ed educatori per i propri figli” e di accompagnarli nella preghiera: “fate in modo che i vostri figli possano dire per tutta la vita che “l’Ave Maria ne l’hanno insegnata il mio papà e la mia mamma”.
Don Giuseppe, riprendendo poi il concetto dell’Addolorata, ci ha anche ricordato una frase molto bella di san Giovanni Paolo II, in merito alla scena del Calvario: “Da quel momento, il momento del calvario, un cuore di mamma, il cuore di Maria, batte per tutte le strade del mondo, per essere aperto a ciascuno di noi, alle nostre vicende, alle nostre gioie e alle nostre tribolazioni”.
Il suo ultimo pensiero è stato una domanda e insieme un consiglio, rivolta a ciascuno di noi, per farci riflettere sulle nostre vite: “C’è Maria nel tuo cuore? La senti vicina? Senti che ti vuole bene? Portiamo Maria nel nostro cuore e nella nostra vita, da quel momento avremo trovato la nostra casa”.
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È iniziato l’anno Catechistico
27ª Domenica nell’anno – 6 Ottobre 2019
Domenica scorsa 29 settembre, bambini, ragazzi, genitori e catechisti si sono riuniti in Chiesa insieme alla comunità per inaugurare con la Santa Messa l’inizio del nuovo Anno Catechistico e conferire il mandato ai catechisti.
Il tema di quest’anno, che farà da filo conduttore al nuovo cammino di fede, è “La vite e i tralci”. Proprio questa immagine, così semplice ma significativa, è stata d’ispirazione per l’animazione della Santa Messa. La Vite che è Gesù, e noi che siamo i tralci nutriti dalla linfa dell’amore di Dio.
Il tralcio, che da solo non può portare frutto, ma che se rimane nella Vite allora diventa vita. Ogni tralcio però che porta frutto viene potato affinché porti ancora più frutto; quindi potare la vite non significa deturpare ma togliere il superfluo, eliminare il vecchio, per far nascere il nuovo. È questo l’augurio più grande che ci possiamo fare come catechisti, genitori ed educatori all’inizio di questo Anno Catechistico , quello di avere il coraggio, ogni giorno, di rinnovarsi, di trovare nuova energia per testimoniare la fede con entusiasmo ai nostri bambini e a i nostri ragazzi.
Al termine della Messa poi i ragazzi delle medie hanno portato all’altare una barca di legno come simbolo del cammino che intraprenderanno quest’anno. Un’immagine perfetta per descrivere quello che dovrebbe essere il percorso da intraprendere per tutti noi: un gruppo di persone, una comunità che viaggia insieme “nella stessa barca” che ha una sola meta, un’unica direzione e un’unica guida. Buon inizio e buon cammino a tutti.
Una Catechista
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Un giardino per i Nonni
28ª Domenica nell’anno – 13 Ottobre 2019
Domenica 6 Ottobre per la Fondazione Luigi Ferrari è stata una giornata di festa; iniziata con la celebrazione della Santa messa, dove sono stati invitati tutti i parenti ed animata dagli ospiti stessi. Al termine della Santa Messa dopo i rituali saluti e ringraziamenti delle varie autorità presenti, è stato inaugurato (con il taglio del nastro) il nuovo spazio verde, dove gli ospiti della fondazione potranno trascorre momenti all’aperto con i loro famigliari. Sempre negli spazi inaugurati sono presenti alcuni orti rialzati, per un accesso più agevole, che potranno essere coltivati dai nostri nonni.
Il giardino è stato interamente realizzato con risorse della fondazione e con le stesse abbiamo provveduto ad asfaltare la via d’accesso per lo scarico merci. L’intervento permetterà, inoltre, di realizzare spazi per i parcheggi auto del personale. Un ringraziamento va alle ditte “Impresa Edile Lorenzoni” e “Vivai Cordioli” per averci aiutato nella realizzazione tempestiva che ci ha permesso di arrivare all’inaugurazione di Domenica.
Dopo il taglio del nastro e la benedizione del nuovo giardino, a tutti i presenti è stato offerto un aperitivo in attesa del pranzo, che ha visto la partecipazione, nel salone del teatro e nella tensostruttura posizionata all’esterno, dei nonni con i loro parenti e di tutti gli invitati.
La festa annuale è un momento importante per tutti noi della Fondazione, dal consiglio di Amministrazione, che in un solo momento si confronta con quasi tutti i parenti, cogliendo suggerimenti, complimenti e a volte critiche, ma sempre molto costruttive ed utili a migliorarsi, ai nostri collaboratori e volontari che sono quotidianamente impegnati e che nell’occasione della festa annuale presentiamo a tutti i presenti e ringraziamo per la loro attività.
Questo ennesimo tassello che si aggiunge alla nostra struttura va sulla via che da tempo perseguiamo, quello di dare sempre più spazi confortevoli per i nostri ospiti.
L’Amministrazione
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SPOSI IN CAMMINO
29ª Domenica nell’anno – 20 Ottobre 2019
Domenica scorsa, nel pomeriggio, si è vissuto in parrocchia il primo incontro, per questo anno pastorale, degli sposi che già da qualche anno hanno intrapreso un cammino di approfondimento spirituale del loro essere coppia cristiana. Hanno partecipato circa 20 coppie, in particolare quelle che celebreranno gli anniversari di matrimonio domenica 27 ottobre.
Era presente fra noi anche don Gabriele Battistin che, prendendo spunto dalla lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (cap. 5,21-33), ha messo in risalto il valore della relazione fra i coniugi così come fra Cristo e la Chiesa, ciascuno con le proprie specificità.
È stato, molto apprezzato il modo schietto e concreto di esprimersi di don Gabriele, la sua capacità di condividere con noi aspetti anche personali della sua vita, che hanno creato un clima di vera famiglia fra tutti.
Ci ha fatto riflettere in particolare uno degli spunti di confronto proposti: riusciamo a trovare del tempo per pregare insieme come coppia durante la giornata? Una domanda apparentemente molto semplice, ma che ci ha fatto capire che non è scontato pregare insieme e al contempo rappresenta un punto di forza nella vita di una coppia che cerca di camminare con Cristo.
Il tempo per la pausa è stato un’occasione molto gradita per riallacciare relazioni con coppie che magari non si vedevano da tempo.
Lo spazio per le confessioni e la Santa Messa, concelebrata da don Gabriele e don Daniele, infine ci hanno permesso di terminare con un’intensità e un’intimità molto “speciale” con Gesù queste poche ore trascorse insieme, che sono state, già queste, una profonda esperienza di comunione della quale ringraziare il Signore.
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Piccole Voci, grande Entusiasmo: nasce il Coro Ragazzi delle Medie
30ª Domenica nell’anno – 27 Ottobre 2019
Domenica 20 ottobre è partita una nuova avventura per il gruppo medie che è stato coinvolto in maniera attiva suonando e cantando alla Santa Messa delle 10.30 e prendendosi l’impegno di animare una santa Messa al mese. Il desiderio di formare questo gruppo era già da anni nei sogni di alcune mamme. L’opportunità è nata a fine dello scorso anno catechistico, quando due ragazze (Chiara e Giulia) hanno deciso di impegnarsi durante il periodo estivo per preparare con il maestro di chitarra le canzoni scelte. Grazie alla loro disponibilità e a quella di altre ragazze e compagne che hanno provato le voci con un’insegnante di canto, si è potuto dare vita ad un piccolo coro.
Questa iniziativa ha dato loro l’opportunità di vivere in maniera gioiosa e attiva la partecipazione all’Eucarestia domenicale. Tutto il gruppo e l’assemblea sono chiamati a partecipare con loro all’animazione della santa Messa, grazie alla distribuzione dei fogli dei canti. Il piccolo coro è proprio all’inizio, speriamo colpisca l’entusiasmo e l’impegno con i quali i nostri ragazzi si presentano alla Comunità con le loro imperfezioni e timidezze ma con il cuore, per accompagnare l’assemblea all’incontro con Gesù, scopo fondamentale di tutto il nostro agire.
Al momento il piccolo coro ha ancora alcune mamme e catechiste che li aiutano in questo cammino, speriamo qualche giovane della parrocchia possa sposare questo progetto. Preghiamo perché questa realtà, con l’aiuto dello Spirito Santo, fiorisca e porti frutti.
E.M.
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SPOSI IN FESTA
31ª Domenica nell’anno – 3 Novembre 2019
Domenica scorsa, 37 coppie della nostra comunità si sono ritrovate per ringraziare Dio per aver raggiunto una tappa significativa del loro cammino matrimoniale.
Con la celebrazione della Santa Messa ci siamo posti ancora una volta davanti a Dio con l’emozione e la consapevolezza che solo la Sua presenza in mezzo a noi può permetterci di vivere concretamente le “promesse matrimoniali”, che abbiamo ripetute tutti insieme.
Un grazie speciale ad ognuno dei presenti, perché con tanta profondità, ciascuno ha messo simbolicamente la propria vita di coppia insieme a quella delle altre e questi sono momenti di vita che rimangono indelebili. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato in qualsiasi modo a questa celebrazione, dal coro ai campanari, rendendola piena di gioia e felicità. Un grazie specialissimo a don Daniele che sia durante l’omelia, che con alcuni momenti di preghiera specifici per noi sposi, ha reso la celebrazione molto sentita ed toccante.
Anche il pranzo, al quale ha partecipato la maggior parte delle coppie, è stato un’opportunità per “fare famiglia”, per condividere alcune ore con semplicità, ma anche con la voglia di star bene gli uni con gli altri!
In particolare, abbiamo colto come ogni minimo dettaglio, espressione di chiunque di noi, ha contribuito a costruire un’occasione unica per mettere in comune le nostre esperienze, dai più giovani, che speriamo possano essere ancora più presenti in futuro, a chi ha festeggiato 60 anni di vita insieme!
Una bellissima giornata che, preghiamo il Signore, possa servirci da linfa per proseguire nel cammino di ciascuna coppia, anche quando si dovranno affrontare situazioni di vita difficili.
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UN ANNO DOPO
32ª Domenica nell’anno – 10 Novembre 2019
Ad un anno dall’inizio del suo ministero pastorale nella nostra parrocchia abbiamo rivolto a don Daniele alcune domande.
Cosa ti aspettavi prima di arrivare ad Isola Rizza?
Isola Rizza non è lontana dalla parrocchia precedente di Bonavigo, ma onestamente la conoscevo solo di passaggio.
Com’è stato entrare a fare parte della nostra parrocchia?
La collocazione della chiesa fuori dal centro paese è un po’ straniante. I primi incontri con il Consiglio Pastorale e le Catechiste però sono stati molto ricchi. Ho capito fin da subito che qui c’è gente con volontà di impegnarsi sul serio.
Com’è il tuo rapporto ad oggi con i parrocchiani?
Con chi è coinvolto in tante attività è cresciuta la conoscenza reciproca e anche la stima. Passando di casa in casa per la benedizione alle famiglie poi, mi sono reso conto che la parrocchia è più sfaccettata e varia di quanto non sembri dall’esterno e che tanti potrebbero coinvolgersi di più.
Su quali aspetti pensi che la nostra parrocchia debba lavorare per essere più “comunità”?
Occorre uno sforzo per convergere alla chiesa, come luogo fisico, ma anche come luogo del cuore, puntando su convinzioni di fede e sulla fiducia reciproca.
Quali aspetti ti hanno colpito di più della nostra parrocchia?
La parrocchia di Isola Rizza ha una storia solida. I tempi cambiano velocemente, perciò non mi meraviglio di alcune fatiche e cali di partecipazione. La sfida attuale sta nell’aprirsi alla collaborazione con le parrocchie del circondario. La disponibilità di tanti nelle varie attività a Isola Rizza è ancora notevole. Sapere poi che non si è da soli, e anche nelle parrocchie vicine molti si impegnano allo stesso modo, è confortante per tutti.
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IL CORO GIOVANI DI ISOLA RIZZA
33ª Domenica nell’anno – 17 Novembre 2019
Sono molti i gruppi che animano la vita parrocchiale di Isola Rizza e da questa settimana inizieremo a presentarveli: un modo per conoscerli meglio e per ringraziarli per il servizio che svolgono all’interno della nostra comunità. Iniziamo da uno dei due cori che, ogni fine settimana, si alterna per l’animazione delle celebrazioni eucaristiche.
Il coro La Fenice, meglio conosciuto in paese come “Coro Giovani” è composto da una ventina di persone che si ritrovano per animare con il canto la liturgia domenicale e non solo. Abbiamo scelto il nome “La Fenice” perché, proprio come l’animale mitologico, anche il nostro gruppo, nel suo piccolo, cerca sempre la “rinascita” nelle difficoltà che si possono riscontrare. Nel corso del tempo vi si sono alternate molte persone, sempre unite dal desiderio di rendere lode a Dio con il canto.
La partecipazione al coro è aperta a tutti, grandi e piccoli, maschi e femmine. Per questo invitiamo tutti coloro che vogliono mettersi in gioco col canto o suonando uno strumento a venire a trovarci alle prove e ad unirsi a noi. Ci trovate nella chiesa parrocchiale il giovedì sera dalle 20,30 per le prove settimanali e animiamo le sante Messe del sabato o della domenica, alternandoci con la Corale. Se volete maggiori informazioni potete contattare le nostre referenti Serena Ziviani o Valentina Zuliani.
Vi aspettiamo, perché anche noi pensiamo, proprio come affermava Sant’Agostino che “chi canta, prega due volte”.
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L’INVERNO DEL CONTADINO NEL PASSATO
Gesù Cristo Re dell’Universo – 24 Novembre 2019
Dalla notte dei tempi per i contadini i mesi invernali risultano essere un periodo di calma. Un “ozio relativo”, comunque, perché bisogna programmare e predisporre tutto quello che servirà per affrontare la nuova annata agraria e rimettere in sesto le attrezzature usurate dal duro lavoro.
Un tempo, quando la meccanizzazione non aveva ancora fatto irruzione in campagna, nei mesi invernali il contadino, esentato dal lavoro della terra ghiacciata e spesso ricoperta di neve, si dedicava alla fabbricazione e al ripristino degli umili attrezzi: dai manici dei badili, ai denti dei rastrelli, dai finimenti del bestiame alle zeste (ceste). Lavorare quest’ultime era una vera e propria arte. Dopo la potatura invernale dei salici, si sceglievano le strope, i rami sottili della pianta che non ancora essiccati sono flessibili e malleabili, e si intrecciavano corghi e corghine per rinserrare chiocce e pulcini, zestoni da ua, zeste par le panoce, zestelini rotondi e bislonghi col manico e senza, si impagliavano le damigiane e i fiaschi.
Le lunghe e gelide serate venivano trascorse perlopiù nella stalla, resa accogliente dal calore dei bovini, anche se umida e maleodorante, e si faceva filò.
Al chiaror della lucerna si recitava il Rosario, si lavorava la lana, si ricamava la dote, si faceva il burro, e gli anziani contafole, con la pipa in bocca o il toscano, raccontavano ai bambini storie che talvolta sfioravano l’inverosimile. Ogni volta la narrazione veniva rinnovata con varianti, che avevano spesso riferimenti con la realtà e il mondo circostante, tanto da renderle ancora più “vere”.
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LA FIDAS DI ISOLA RIZZA
1ª Domenica di Avvento – 1° Dicembre 2019
L’associazione FIDAS Verona sezione di Isola Rizza si occupa di diffondere il messaggio del dono del sangue e della chiamata ai donatori e la loro organizzazione, a garanzia dell’autosufficienza per tutti gli ospedali veronesi.
Nel 1970 i donatori di Isola Rizza costituivano l’Associazione San Camillo del Lellis, unificandosi poi in FIDAS Verona nel 1998 e da sempre è punto di riferimento per tutti coloro che vogliano donare il sangue per il prossimo, in maniera volontaria, anonima e gratuita.
Si può iniziare a donare il sangue dai 18 ai 60 anni, purché si goda di buona salute e si pesi più di 50 chilogrammi. È sufficiente contattare l’associazione più vicina o il centro unico di chiamata al 0442-622867 per fissare l’appuntamento per il test e la visita con il medico.
Fino ai 35 anni è possibile richiedere anche la tipizzazione del midollo osseo.
Donando il sangue o i suoi derivati si dona una parte di sé al prossimo, con puro spirito di solidarietà e per il ricevente si tratta di un dono vitale. Ad oggi contiamo più di 160 donatori attivi, ma ne servono molti altri poiché ogni giorno a Verona vengono utilizzate più di 200 sacche di sangue per eseguire operazioni e trasfusioni.
Non è raro scorgere il nostro logo poiché, grazie ai volontari, la nostra associazione è impegnata in molti progetti con le associazioni di paese, per avere quanta più visibilità e diffondere il messaggio del dono del sangue.
Contattateci al 3XX-1684XXX per avere informazioni, o se siete già donatori coinvolgete un amico e ve ne sarà per sempre riconoscente.
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L’A.VE.S.CA. IN GITA-PELLEGRINAGGIO A COLLEVALENZA
Immacolata Concezione – 8 Dicembre 2019
Nei giorni dall’11 al 13 ottobre scorso, siamo stati a visitare Brisighella, Collevalenza, Todi e Gradara. Brisighella ci ha colpito per la sua strategica posizione geografica che le permette di produrre un olio di alta qualità. Nel borgo medievale abbiamo percorso l’antica via “degli asini”, risalente al XIV secolo.
A Todi abbiamo ammirato la bella Piazza del Popolo e, a piedi della città, il Tempio della Consolazione, considerato il prototipo rinascimentale del primo progetto della basilica di San Pietro. A Gradara poi, oltre ad essere considerato uno dei borghi più belli d’Italia, abbiamo scoperto che è anche rinomata per la produzione di ceramiche.
Ma il fulcro della gita è stata l’esperienza di Collevalenza e conoscere la storia della sua protagonista: madre Speranza, una suora di origine spagnola, nata il 19.9.1893 e morta a Collevalenza l’8.2.1983, dove si era trasferita 32 anni prima in obbedienza a Gesù, con il quale dialogava (in estasi) quasi quotidianamente. Beatificata da papa Francesco il 31 maggio di quattro anni fa, riposa nella cripta della chiesa sede del “santuario dell’Amore Misericordioso” da lei fondato.
Colpisce la semplicità e l’ambiente di raccoglimento che circonda la sua tomba: un semplice rialzo ad onda del pavimento, che copre la bara, quasi a ricordarci che siamo sempre poveri esseri umani anche se, grazie al Signore, nella nostra vita possiamo aver compiuto miracoli. Il canto delle nostre corali, durante la S. Messa, ha voluto essere un grazie a madre Speranza per la bella esperienza vissuta.
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IL GRUPPO DEI PRESEPI
3ª Domenica di Avvento – 15 Dicembre 2019
Nel 2006 dalla collaborazione tra la parrocchia e il circolo NOI nasce la “Mostra dei presepi”. Con il passare degli anni la rassegna prende corpo grazie alla collaborazione delle persone che con tanto entusiasmo espongono le loro opere, dai più piccoli sino ai nonni della casa di riposo, dalle varie associazioni e gruppi presenti in paese, ai privati e ai presepisti dei paesi vicini.
Attorno alla mostra sono nate altre iniziative come la rassegna fotografica dei “Presepi in famiglia”, l’adesione a “Gli amici del presepio”, itinerario interprovinciale alla scoperta dei presepi e novità di quest’anno, “Presepi per le vie”, un simpatico itinerario alla scoperta dei presepi tra le vie del paese.
Queste iniziative sono possibili grazie alla sinergia delle persone che in vario modo offrono il loro tempo e il loro entusiasmo; è così che spontaneamente e con tanta allegria, nel 2016 nasce il “Gruppo presepi”.
L’intento del nostro gruppo è trasmettere attraverso le creazioni dei vari presepi, il messaggio di amore e unità che Gesù ci rinnova ogni anno venendo ad abitare in mezzo a noi.
Il gruppo presepi pian piano sta crescendo e tanta è la gioia di stare insieme e collaborare per la buona riuscita dei nostri progetti, gioia che vorremmo condividere con tutte le persone di buona volontà che vorranno unirsi noi!
È questo il nostro modo di augurarvi un santo Natale e un felice anno nuovo
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“G. BONANOME” CENTRO INFANZIA
4ª Domenica di Avvento – 22 Dicembre 2019
Nido con 33 bambini e Scuola con 110 bambini
Nel tempo dell’Avvento, i bambini ogni anno si arricchiscono di esperienze che consentono loro una prima apertura ai significati religiosi del Natale. Il periodo di preparazione del Natale diventa un cammino di scoperta e crescita. Con i bambini della nostra struttura abbiamo preparato il percorso verso il Natale conoscendo già a novembre, con la festività di Tuttisanti, alcune figure significative della nostra vita che hanno donato luce al cammino cristiano.
Quindi è stato facile riconoscere Santa Lucia come una ragazza buona, gentile e generosa verso i bambini e le persone bisognose, una figura che ha donato la sua luce per gli altri. Anche noi abbiamo voluto portare un po’ di luce per il paese! Infatti abbiamo costruito delle piccole lanterne e le abbiamo portato a tutti i negozi, scuole, bar, edifici pubblici del paese con questo messaggio:
“Gesù, Luce del Mondo, a Natale arriva a portare Amore a Tutti Noi!”
Ma il nostro percorso verso il Natale non si è certamente concluso così! A scuola negli ultimi giorni abbiamo avuto un sacco di sorprese! Ogni giorno in un baule abbiamo trovato dei simboli che ci ricordavano il Natale. Così abbiamo realizzato un bellissimo presepe all’esterno della scuola visibile anche dalla strada, illuminato da un faro, proprio perché vogliamo ricordarci che il Natale è proprio lì, in quel piccolo bambino di nome Gesù. Infine abbiamo fatto festa con le nostre famiglie e ci siamo radunati tutti in chiesa davanti al presepe vivente per godere di un momento di condivisione e gioia e scambiarci gli auguri di Buon Natale.
I bambini, il personale e il comitato del Centro Infanzia augurano a tutti un sereno Natale!
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IL CONCERTO DI NATALE
santa Famiglia di Nazaret – 29 Dicembre 2019
Sabato 21 dicembre, presso la nostra chiesa, si è tenuto il Concerto di Natale. Dopo il bel risultato dell’anno scorso, abbiamo deciso di replicare l’iniziativa, coinvolgendo i cori della nostra Unità Pastorale per cercare di continuare il cammino di conoscenza e collaborazione intrapreso tra le varie parrocchie.
Con i cori che hanno accettato il nostro invito, abbiamo dato vita ad una serata dedicata alle melodie natalizie: un viaggio in musica per festeggiare con gioia e allegria la nascita di Gesù e rendere grazie per il dono di pace e speranza che essa ci ha portato.
Ad iniziare la serata sono stati gli Spiriti Liberi band di Salizzole, seguiti poi dal Piccolo Grande Coro Santa Lucia di Ca’ degli Oppi. Ha continuato il coretto di Villafontana, seguito dal Coro di Sant’Anna di Vallese. E’ stata poi la volta della nostra Corale SS. Pietro e Paolo di Isola Rizza insieme alla Corale S. Maria Assunta in San Zeno di Cerea, e a concludere la serata il nostro Coro giovani La Fenice.
Alla fine delle esibizioni, tutti i cori si sono riuniti sull’altare e hanno intonato uno dei canti natalizi più conosciuti e amati, il “Tu scendi dalle stelle”. La serata si è conclusa con un momento di festa nei locali del circolo, dove il gruppo degli Alpini di Isola Rizza, che ringraziamo per la collaborazione, ha preparato cioccolata e vin brulè per tutti.
Anche quest’anno il concerto è stato un successo, con una bella partecipazione della nostra comunità e di quelle vicine e, soprattutto, è stato un bel momento di condivisione con le altre parrocchie dell’Unità Pastorale, oltre ad un modo per immergersi ancora di più nello spirito del Natale!
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PRESEPI PER LE VIE
2ª Domenica dopo Natale – 5 Gennaio 2020
L’iniziativa “Presepi per le Vie”, proposta quest’anno per la prima volta ad Isola Rizza, ha ottenuto un buon successo. La partecipazione da parte delle famiglie è stata notevole, così come l’entusiasmo di chi ha allestito il presepe e degli amici Alpini che hanno calorosamente accolto allo chalet tutti i partecipanti alla fine dell’itinerario proposto. È stata un’occasione per riscoprire il presepe e il messaggio di pace e fratellanza che rinnova nel cuore di ognuno di noi. Alcune impressioni raccolte tra le famiglie che hanno realizzato i presepi.
“All’inizio ho accettato, anche se mi sembrava una cosa troppo impegnativa. Mi sono ritrovata sabato pomeriggio a cercare nelle scatole le figure che mi erano rimaste per poter costruire il presepe, visto che lo avevamo già realizzato anche in casa, grazie a Dio avevo tutto! A causa del maltempo, la Domenica, all’ultimo minuto ho iniziato a farlo e con grande soddisfazione ci ha messo lo zampino anche mio marito. Sono rimasta entusiasta di com’è riuscito e così l’ho lasciato al suo posto!”
“Per noi è stato un modo per riscoprire il presepe e realizzarlo secondo i vecchi canoni nel ricordo di quello di Greccio. Il coinvolgimento dei ragazzi ha animato il paese e, possiamo dirlo, finalmente si è ritornati alla semplicità della grotta!”
“Partecipare all’iniziativa Presepi per le Vie è stato molto piacevole e costruttivo anche come famiglia. È stato un momento per mettere insieme adulti e bambini e rendere così ancora più profondo il vero valore del Natale”.
Dopo tanta pioggia un bel sole ha accompagnato i partecipanti ecco alcune impressioni:
“Finalmente si è rianimata la piazza, bello vedere le famiglie a passeggio insieme”. “Una passeggiata ecologica molto divertente a caccia dell’oggetto misterioso”. “Bellissimo vedere i bambini entusiasti, correre insieme da una parte all’altra, si respirava aria di vacanze in montagna”. “È stato importante vedere la collaborazione tra la parrocchia e il gruppo Alpini”. “Mi è piaciuto stare con la mia famiglia e cercare l’oggetto misterioso!”. “I presepi erano molto belli!”
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L’EPIFANIA E L’ARRIVO DEI RE MAGI
Battesimo del Signore – 12 Gennaio 2020
Lunedì 6 gennaio, alla Messa delle 16, abbiamo chiuso il periodo natalizio con l’arrivo dei Re Magi e il falò dell’Epifania. I Magi, entrati in chiesa sulle note di “Tu scendi dalle Stelle”, hanno fatto il loro discorso, all’insegna della satira, sull’attualità del nostro paese, regalando a tutti i presenti tante risate.
Ci hanno raccontato che, come ogni anno, sono sbarcati a Porto di Legnago. Da qui, poi, sono partiti alla volta di Isola Rizza, ma non sapevano più come arrivare perché alcune cose erano cambiate. Alla fine, sono giunti a destinazione, ma si sono stupiti nel vedere il sindaco e il nostro parroco confusi dalle ultime novità: il sindaco non sapeva più se era il nostro sindaco o meno viste le voci su una possibile fusione con il comune di san Pietro di Morubio, mentre don Daniele non sapeva più in quale chiesa doveva andare viste le unioni delle parrocchie a seguito delle Unità Pastorali.
I Magi, hanno poi concluso dicendo che i cambiamenti ci sono sempre stati e ci saranno sempre, l’importante è che vengano accolti in maniera responsabile e con un’informazione corretta.
In ultima hanno parlato dei cambiamenti climatici, invitando tutti ad essere più consapevoli di cosa poter fare per aiutare l’ambiente. Dopo l’estrazione dei vincitori della rassegna dei presepi in famiglia, abbiamo partecipato alla festa attorno al falò, con il minestrone, la cioccolata e il vin brulè preparati dagli alpini e dalla pro loco.
Anche quest’anno abbiamo vissuto un bel momento di condivisione nella nostra comunità, per concludere nel migliore dei modi il periodo di Natale.
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I LAVORI DI MANUTENZIONE DELLE AULE DI CATECHISMO
2ª Domenica nell’anno – 19 Gennaio 2020
Nel mese di Novembre 2019 la Parrocchia ha proceduto alla manutenzione straordinaria del manto di copertura sulle aule per l’insegnamento del catechismo. Detto in maniera più semplice, ormai in qualche aula al piano superiore si manifestavano infiltrazioni dal soffitto, ossia pioveva dentro. A causa del maltempo il lavoro si è protratto fino a Dicembre, concludendosi proprio in tempo per l’apertura della Mostra dei Presepi.
La direzione dei lavori è stata affidata allo studio Rossignoli di Cerea (architetto Giorgio Tambara) e la sua esecuzione alla ditta Peroni Riccardo. A seguito della nostra richiesta al Comune di Isola Rizza, il Consiglio Comunale ha disposto la ripartizione dei proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria per l’anno 2019, deliberando di assegnare alla Parrocchia “ss. Pietro e Paolo Apostoli” la somma di € 15.400 relativamente all’intervento di manutenzione in oggetto.
Infatti all’interno del fondo per le opere di urbanizzazione è annualmente riservata dai Comuni per gli interventi relativi a “Chiese e altri edifici religiosi” una quota degli oneri per opere di urbanizzazione secondaria. Tale quota è dell’8%, con conguaglio nell’arco del triennio.
Per quanto riguarda Isola Rizza, il grande salone al piano terra e le quattro aule al piano superiore sono un luogo di ritrovo settimanale per i nostri bambini e ragazzi e sempre più anche per genitori e adulti in genere.
Impariamo ad usare con rispetto gli ambienti comuni affidati alla cura di tutti e puliti e sistemati con amore spesso da tanti volontari dopo le varie attività di catechismo o di incontro e riunione che vi si svolgono.
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PER CHI SUONA LA CAMPANA?
3ª Domenica nell’anno – 26 Gennaio 2020
La nostra Chiesa parrocchiale di Isola Rizza possiede ben dieci campane, ciascuna con caratteristiche diverse, che nell’insieme, a parere di esperti, permettono di eseguire concerti fra i più intonati e melodiosi di tutta la zona. Con l’arrivo di don Daniele poi, è tornato alla ribalta un antico rito, caduto in disuso per stanchezza, o forse perché ritenuto fuori moda. Don Daniele, invece l’ha ripreso con convinzione e serietà.
Parliamo dei rintocchi della campana dei morti, fatta suonare esattamente quando i famigliari si presentano dal parroco, per annunciare la dipartita dal mondo di un loro congiunto. Questa azione viene accompagnata dalla preghiera, per aiutare l’anima ad avviarsi senza esitazioni verso la via del cielo.
È così che trova veridicità quel noto pensiero di John Donne (circa 1500) che E. Hemingway mette in apertura del romanzo; “Per chi suona la campana”: “Nessun uomo è un’ Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra. Se una zolla viene portata dall’onda del Mare, l’Europa ne è diminuita, come se un Promontorio fosse stato al suo posto, o una Magione amica, o la tua stessa Casa. Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.”
Questa luminosa riflessione è perfetta per comprendere chi è l’uomo. Perciò quando la nostra campana dei defunti suona, non solo ci invita a pregare per l’anima di chi è appena morto, ma diventa sempre di più, un ulteriore monito per riflettere sul senso della vita.
Maria Teresa Bertolotto
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PARROCCHIA MULTIMEDIALE
Presentazione del Signore – 2 Febbraio 2020
Tutti gli attrezzi meccanici sono un prolungamento del corpo umano: il cucchiaio del cavo della mano, il martello del pugno chiuso, e così via. Nel secolo scorso la tecnica ha provveduto ad ampliare anche le capacità dei sensi: la voce e l’udito con radio e telefono, la vista con la televisione e soprattutto internet. Possiamo dire che la società attuale è collegata da una fitta rete che imita e amplifica il nostro sistema nervoso, per cui sono innumerevoli gli stimoli dai quali siamo raggiunti e ai quali reagiamo.
Nella societa della comunicazione pervasiva, farsi trovare ed avere un messaggio da proporre, a casa e in mobilità, anche attraverso in nuovi mezzi è importante. Si rischia altrimenti di perdere occasioni preziose di contatto, ascolto e annuncio.
La parrocchia di Isola Rizza già da qualche anno ha aperto un sito web, all’indirizzo che trovate sopra. Nella sua pagina principale esso ha già ricevuto 38.000 visite (un po’ da tutte le parti del mondo). All’interno del sito un presentazione della Parrocchia e dei suoi gruppi e attività con gli avvisi settimanali, questi ultimi con 70 visite di media.
Da Ottobre 2018 esiste ancha la pagina Facebook, facilmente rintracciabile. I 200 follower (seguaci) sono stati raggiunti il 16 Gennaio scorso. Il massimo delle visualizzazioni giornaliere è stato il 6 Gennaio 2020 con 704 visitatori unici e 106 “Mi piace”. L’orario principale di visita è la mattina dalle 9 alle 12. Trai i fan le Donne sono il 73% e gli Uomini 26%.
Carta canta, come si dice, ma anche internet non dispiace. Dunque alla prossima settimana, o alla prossima visita…
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ANIMAZIONE ALLA “LUIGI FERRARI”
5ª Domenica nell’anno – 9 Febbraio 2020 / 6ª Domenica nell’anno – 16 Febbraio 2020
La “Fondazione Luigi Ferrari” propone diverse attività con gli anziani non solo all’interno della struttura, ma anche sul territorio di Isola Rizza e dintorni. La programmazione è mensile ed è davvero molto varia. Ce n’è per tutti i gusti!!!
La settimana parte alla grande con la musicoterapeuta, che fa cantare gli ospiti con canzoni a loro note. Le giornate proseguono poi con attività di cucina durante le quali gli anziani aiutano i cuochi pulendo e tagliando per loro diversi tipi di verdure. Ci sono poi giochi di stimolazione cognitiva dove gli ospiti mettono alla prova le loro abilità di memoria e di conoscenza. Di rilevante importanza è l’aspetto spirituale. Il mercoledì pomeriggio è dedicato al santo rosario, talvolta animato da qualche volontaria del paese.
È sempre gradita la visita dei ragazzi del catechismo che vengono a recitare insieme a noi il Santo Rosario, in modo particolare nel mese di Maggio. Due volte alla settimana viene celebrata la messa nella nostra chiesetta e durante l’anno vengono programmate celebrazioni aperte a tutto il Paese.
Momento importante della settimana è il giorno della tombola, molto sentita e attesa dagli ospiti. In base poi al periodo, vengono proposti lavoretti creativi e feste a tema, oltre alla ricorrenza mensile dei compleanni. Questo serve per orientare spaziotemporalmente i nostri “nonni”. Oltre a tutto ciò, vengono proposte anche attività di stimolazione sensoriale per rievocare emozioni e sollecitare anche le persone più in difficoltà.
Durante la bella stagione vengono effettuate uscite al mercato di Isola Rizza con una piacevole sosta al bar. Ci si sposta anche per giocare a bocce presso la casa di riposo di Oppeano insieme ad altre Centri per anziani della zona. È un’ottima occasione d’incontro e di svago per tutti; per alcuni ospiti è anche il modo di ritrovare persone conosciute e scambiare qualche parola. Nel mese di Settembre ci si reca alla sagra del paese: straordinaria opportunità di trascorrere qualche ora in modo diverso, ballando e ascoltando buona musica.
Nel mese di Dicembre, invece, ci si reca alla rassegna dei presepi di Isola Rizza, in quanto anche la nostra struttura partecipa con il presepe realizzato dagli anziani. A febbraio è fissa l’uscita a Bovolone per la fiera di San Biagio. Ogni mese, a pranzo, immancabile c’è il giro pizza, atteso con trepidazione. È ormai una consuetudine la visita alla Vecchia Fattoria di Bonavicina.
Per non farci mancare niente con cadenze periodiche abbiamo incontri periodici con la biblioteca del paese che ringraziamo di ricordarsi sempre di noi e un gruppo di Legnago “lettori ABC” che ci propone letture della tradizione che coinvolge in maniera attiva gli ospiti. La collaborazione con le scuole (infanzia, primaria e medie) rendono pieni di energia i nostri ospiti. Grazie davvero alle maestre e ai professori che si prodigano per allietare i nostri anziani.
Tutto questo intenso programma è reso possibile grazie al sostegno di un bel gruppo di volontari sempre disponibili.
Le nostre porte sono sempre aperte…venite a trovarci anche solo per fare quattro chiacchiere con noi e i nostri nonni….
Vi aspettiamo alle nostre feste!!!

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