L’ARRIVO DEI RE MAGI

Il 6 gennaio, al termine della S. Messa delle ore 16.00 , dopo il bacio al Gesù bambino, vestiti d’oro sgargiante, accompagnati dalle note di Tu scendi dalle stelle, sono arrivati i Re Magi.

Melchiorre, con un velo di ironia, ci tiene compagnia fino all’accensione del tradizionale falò.

Con le tante amicizie instaurate nel corso degli anni, al loro arrivo si sono fermati a chiacchierare e si sono informati delle novità ad Isola Rizza.

 

Della nuova pista ciclopedonale che, a detta loro, guarda “oltre al futuro” , visto il suo arrivo al cimitero, così per arrivarci in modo sicuro.

Dell’arrivo del nuovo parroco, dinamico, veloce e tecnologico, che farà molto bene a questa comunità. Mettendo però in evidenza la preoccupazione dei paesani sulla tenuta delle pagine del Vangelo, messe a dura prova durante le Omelie e le prediche domenicali per un continuo “spaginamento” a destra e sinistra. Sicuramente per trarre una maggior ispirazione, si augurano che le pagine possano resistere ancora per molto.

Infine un commento a livello nazionale, sulle elezioni con cui sono stati cambiati i governanti, anche se loro il cambiamento – ci dicono – lo avevano già notato, arrivando ai porti e non potendo passare. Così, dice Baldassare, sono stati costretti, ma anche su consiglio dell’astuto Gaspare, ad arrivare attraverso Porto di Legnago.

I magi ci hanno lasciato con una bella riflessione sulla conversione, ricordando che c’è sempre la possibilità di cambiare se il nostro cuore è disposto a farlo, ( e facendo presente che subito dopo il festeggiamento del Natale, viene celebrato Santo Stefano primo martire, ricordando San Paolo, uno dei suoi persecutori, simbolo della conversione.)

Recitando una poesia del poeta Olliric

Chi apprezza il fiore,
disprezza l’ortica.
Ma chi ama il fiore,
ama anche l’ortica.
Qualcuno disse :
tagliamo le ortiche e avremo sol fiori.
Ma tagliando l’ortica
tagliarono anche il fiore.
Qualcuno pregò :
perdona Signore,
ma ridacci quel fiore.
Là in mezzo al giardino
c’era un orticone
che con i suoi semi,
di tanti suoi pari,
si era circondato.
E il sempre ciarlone
di colpo si tace,
si muta e cangia colore.
Un fiore?
Un fiore.
Il re del giardino,
un dono così è solo divino.

 

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