Intervista a don Luca

Anche quest’anno per il periodo di Natale abbiamo avuto il piacere di condividere qualche momento con don Luca! 
Noi ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande e conoscerlo un po’ meglio! 
don luca
I : Ciao don! Quanto rimani con noi?
D : “Poco questa volta! Dopo la S. Messa di Natale riparto perché ho un aereo per la Polonia che mi aspetta!”
I : Com’è il Natale in Polonia?
D : “Bellissimo! – ci risponde con un sorriso – È davvero molto sentito, soprattutto la notte della Vigilia! Si mangia tutti insieme con 12 piatti e quasi più di 100 canti natalizi da cantare, che tutti sanno a memoria! E poi si va tutti alla Santa Messa. Il 25 è sì celebrato, ma diciamo che è più sobrio. Da noi la notte passa San Nicola e non Babbo Natale e si aprono insieme i regali!”.

I : Ti manca molto?
D : “Eh sì – ci dice con un velo di nostalgia – Ma soprattutto la neve mi manca! Qui non ho mai fatto un Natale con la neve! Ed è molto strano per me perché in Polonia ce n’è sempre molta!” 
I : Come ti trovi qui ad Isola Rizza?
D : “Prima qui veniva il mio amico don Bartolomeo ed io andavo in una parrocchia in Lombardia. Poi, quando è tornato in Polonia, mi ha parlato di questa cittadina dove, mi disse, tutti sono molto simpatici e mi ha proposto di venire qui al suo posto! Così ho accettato. Una cosa che mi piace molto di Isola Rizza, e a cui non ero abituato, è il conoscersi tutti! L’aria di famiglia che si respira. La complicità! Ormai ho anche imparato un po’ di dialetto, anche se per me è difficile capire tutto quando mi parlano!” 
I: Quindi don – gli chiediamo sorridendo – dobbiamo confessarci in italiano? 
D: “Sarebbe una gran bella cosa – ci risponde con una risata – perché ormai i peccati li ho imparati anche in dialetto, ma quando mi vengono raccontate altre cose faccio più fatica a capire”
I: Come mai hai scelto di venire in Italia?
D: “Io ero parroco a Varsavia, ma un giorno un signore che frequentava la parrocchia e che apprezzava le mie omelie, mi ha proposto una borsa di studio per venire a studiare in Italia, così, grazie a questo benefattore, sono riuscito ad entrare in seminario a Roma!”
I : Come ti vedi nel futuro? 
D : “Prima di diventare parrocco ho sempre studiato storia, mi piace moltissimo! Adesso sto terminando il dottorato e mi hanno offerto un posto di docente in un’università di Roma, cosa che mi ha resto molto felice! La cosa ideale sarebbe riuscire a fare un semestre qui in Italia e l’altro in Polonia, perché non me la sento di lasciare definitivamente la mia casa.”
I : Ma don, come hai deciso di diventare parrocco?
D : ” A dire il vero non lo so!” ci dice con tranquillità, e scoppia una risata spontanea “Davvero! – continua – La mia famiglia non è molto credente ed io non ho mai frequentato molto la Chiesa, però alla fine delle scuole elementari, da noi sono 8 anni, quindi a 13 anni, ho sentito la necessità di iniziare ad andare a messa e credo proprio sia stato lo Spirito Santo! Ha sfiorato il mio cuore ed io ci ho creduto e l’ho seguito!”
Così ci siamo salutati, con la consapevolezza che seguire il proprio cuore è sempre la scelta giusta, perché quella sensazione, quell’emozione potrebbe essere proprio lo Spirito Santo che ha toccato i nostri cuori! 
A presto don Luca!

 

1 commento

  1. Gloria Melotto dice: Rispondi

    Grazie, don Luca!

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